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| RETROSPECCHIO
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| Trieste si inabissa di un metro
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Da 3 mila o 4 mila anni il Golfo di Trieste e le coste dell’Istria e della Croazia sono interessate da un lento ma continuo fenomeno di abbassamento, che si somma all’innalzamento del livello del mare dovuto allo scioglimento dei ghiacciai. Tale abbassamento è di circa un millimetro l’anno, ha spiegato il geologo dell’Enea Fabrizio Antonioli nella recente rassegna Era 2005, esposizione di ricerca avanzata per la divulgazione scientifica realizzata a Trieste nell’ambito del convegno «Alto Adriatico, gli scenari futuri alla luce del passato sommerso: il progetto interregionale Italia-Slovenia». Lo studio delle cause del fenomeno è indispensabile per conoscere i rischi cui va soggetto il territorio triestino e programmare eventuali interventi. Nell’occasione un gruppo di archeologi e geologi che hanno collaborato al primo cantiere archeologico subacqueo a Muggia, in provincia di Trieste, sui siti costieri dell’Alto Adriatico, hanno presentato i risultati degli studi condotti su moli e reperti sommersi a circa due metri di profondità. Il progetto Italia-Slovenia prevede una ricerca sistematica delle strutture pre-romane, romane e medievali, parzialmente o totalmente sommerse, lungo il tratto di costa tra le foci del Timavo e il Pirano. Il progetto nasce da una nuova prospettiva di ricerca, conservazione e valorizzazione dei giacimenti archeologici, che punta a recuperare l’identità dei paesaggi archeologici costieri non ancora esplorati con moderni metodi di archeologia subacquea come l’ecoscandaglio a fascio multiplo Gps. Dopo un anno di attività la prima fase del progetto ha permesso di ottenere una serie di risultati che saranno sviluppati nell’ambito di un successivo programma europeo, cui parteciperà anche la Croazia.
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