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Università:

Fabio Francario,
studiare a Roma come
a Malta, anzi a Londra
o a New York

 

Il prof. Fabio Francario, docente
di Diritto amministrativo
al Link Campus-Università di Malta di Roma


Voluto dall’attuale
presidente on. Vincenzo Scotti
per attivare in Italia
una Università diretta
a soddisfare le esigenze poste
dall’allargamento dei mercati,
il Link Campus
in parte rispetta la tradizione,
in parte adatta gli insegnamenti
alla nuova realtà internazionale


ondata nel 1592 dall’Ordine dei Gesuiti con il nome di Collegium Melitense, l’Università di Malta, oggi operante grazie ad accordi di cooperazione con varie Università negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Australia, dal 1999 è presente anche in Italia con una sede a Roma, denominata Link Campus-University of Malta. Prima Università straniera autorizzata a operare in questo Paese in base a una legge del 1999, rilascia ai propri allievi, alla fine del triennio e del successivo biennio di specializzazione, i titoli accademici maltesi di «bachelor of art» e di «master of art», e le lauree delle Università italiane.

Con oltre 9 mila iscritti complessivi di cui 500 di 80 Paesi del mondo, 2 mila dei quali si laureano ogni anno, e con numerosi corsi di laurea e master, forma professionisti altamente qualificati, in grado di svolgere un ruolo fondamentale nell’industria, nel commercio e nel settore pubblico. Situato sulla Via Nomentana in un complesso edilizio recentemente restaurato, il Link Campus forma professionisti dotati di una solida preparazione e di un’apertura internazionale, pronti ad affrontare il mondo del lavoro.

Per sviluppare i programmi la Link Campus si avvale della collaborazione di affermati docenti universitari ed esperti provenienti da imprese produttive italiane e straniere. Ne illustra la storia e l’attività il prof. Fabio Francario, ordinario di Diritto amministrativo nell’Università di Siena e nel Link Campus, del quale dirige anche il programma dei corsi di «bachelor of art» e «master of art» in International Legal Affairs. Avvocato amministrativista, consulente e difensore di enti pubblici istituzionali e territoriali e di società private, dal 2002 presidente della Corte federale d’appello della Federazione di Atletica leggera, Francario è anche autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Domanda. Quali sono le principali caratteristiche dell’Università?
Risposta. Innanzitutto l’obbligo della frequenza. Gli studenti non possono mancare alle lezioni, è una condizione per poter continuare i corsi, raggiungere la laurea triennale e poi quella specialistica dei cinque anni. Ma, grazie al modello di studio, non si tratta di una condizione impossibile: le classi sono composte, infatti, al massimo da 20 studenti, che vengono seguiti con particolare attenzione e con una serie di verifiche, per cui giungono agli esami non solo preparati, ma conosciuti dai loro docenti i quali, quando notano qualche lacuna, intervengono prontamente per colmarla. Un risultato non solito nelle altre Università è costituito dal fatto che, tranne rari casi, da quando il Link Campus ha cominciato l’attività tutti gli iscritti si sono laureati. I docenti si trattengono oltre l’orario di lezione; gli studenti li incontrano alla mensa, ovunque possono parlare con loro; qualche professore si può dire che «viva» all’interno dell’Università. Attualmente sono presenti al Link Campus studenti provenienti da 11 diversi Paesi.

D. Come è nata l’idea di creare questa Università?
R. È stata voluta dall’onorevole Vincenzo Scotti, attuale presidente, con l’intenzione di attivare in Italia una Università maltese per soddisfare le esigenze poste dall’allargamento dei mercati e dall’internazionalizzazione; quindi per fornire un tipo di università che in parte rispetta la tradizione, in parte è nuova, ovvero si adatta negli insegnamenti alla nuova realtà che ci circonda. Oggi è indispensabile prendere in considerazione il contesto internazionale e inquadrare in esso anche gli studi che derivano dalla tradizione classica dell’Università italiana, dei quali dobbiamo però riconoscere anche i limiti.

D. Come conciliare tra loro indirizzi così diversi?
R. Nella mia disciplina, per esempio, il Diritto amministrativo, abbiamo avuto in Italia grandi maestri, siamo cresciuti nel diritto italiano in poco più di un secolo. Rispetto agli altri Stati europei l’Italia diventa nazione con un po’ di ritardo, per cui abbiamo dovuto prima elaborare il nostro ordinamento e i nostri principi. Ma ora, soprattutto sotto la spinta dell’Unione Europea e con l’apertura verso il mondo in atto in tutti i Paesi, anche l’Università deve attuare qualche cambiamento, misurarsi con il nuovo contesto emergente.

D. Come attua questo indirizzo il Link Campus?
R. Questa valutazione ha indotto a insediare a Roma e a cercare di far crescere un’Università dotata di una spiccata dimensione internazionale quale è quella di Malta. La quale, quindi, è nata non come Università privata o statale italiana, ma come Università statale maltese dotata di una sede anche in Italia. È come se la Sapienza di Roma avesse una sede a Malta. Il rettore è lo stesso per entrambe le istituzioni; a Roma alcuni docenti sono maltesi, ma la maggior parte sono italiani, secondo i corsi di laurea. Se l’ambito nel quale opera è il contesto internazionale, il suo compito è quello di arricchire la formazione di stampo tradizionale preparando gli studenti anche a tale contesto internazionale. Per questo la caratteristica che la distingue dalle altre Università è l’ampio studio delle lingue.

D. Con quali strumenti riuscite a ottenere questo risultato?
R. In primo luogo con un elemento comune a tutti i corsi di laurea, ossia lo studio delle lingue, che costituisce un insegnamento fondamentale sia nel triennio sia nel biennio successivo; la prima lingua straniera studiata è essenzialmente è l’inglese, e può esservi un’opzione per una seconda, prevalentemente il francese o il tedesco. In secondo luogo, sfruttando le sinergie con la casa madre maltese, ad esempio inviando gli studenti a Malta per frequentare stages o corsi di lingue intensivi, perché Malta è all’avanguardia nell’insegnamento delle lingue. In terzo luogo, allargando l’ambito delle singole materie; per esempio, per quanto riguarda la Facoltà di Giurisprudenza, oltreché dalle materie istituzionali classiche - Diritto civile, privato, pubblico ecc. -, il periodo di formazione di base, ossia il triennio, è caratterizzato da studi di diritto internazionale e comparato, come Diritto pubblico comparato, Diritto privato comparato, Sistemi fiscali comparati e Diritto degli scambi internazionali. L’attenzione all’internazionalizzazione è molto marcata.

D. L’attenzione verso il mondo esterno non rischia di penalizzare lo studio delle materie tradizionali ed essenziali per la diffusione della cultura nazionale?
R. Cerchiamo di preparare maggiormente gli studenti sugli avvenimenti internazionali, ma abbiamo anche l’obiettivo di creare un’Università operante su numeri piccoli, basata su un rapporto individuale con lo studente, su iniziative dirette a curare molto lo sviluppo complessivo della persona; un’Università che, attraverso lo studio, punta alla preparazione professionale; ad esempio a preparare, nel caso di Giurisprudenza, il giurista di impresa pubblica e quello di impresa privata. E a fornirgli un’adeguata conoscenza delle lingue e in particolare dell’inglese giuridico, dei sistemi comparati e del contesto internazionale, oltre alla specifica formazione professionale.

D. Si realizza quindi una preparazione distinta per la formazione di giuristi destinati a imprese pubbliche o a imprese private?
R. I due sbocchi, pubblico e privato, sono collegati, non sono due indirizzi diversi, tutto rientra nello stesso «pacchetto» formativo; nel triennio si svolge attività di base, nel successivo biennio specialistico si approfondiscono le materie con l’intento di formare gli studenti come giuristi d’impresa, pubblica o privata che sia. L’ultimo anno si chiude con lo svolgimento, in aziende pubbliche o private che collaborano con il Link Campus, di stages che danno risultati già soddisfacenti e dei quali si prospetta un incremento derivante dal ciclo formativo che abbiamo di recente rimodulato. L’architettura degli studi è quella classica anglosassone, contemperata dal sistema italiano che, d’altronde, l’ultima riforma ha adattato al sistema anglosassone con la formula dei tre anni tre più due, che è stata criticata non sempre a torto.

D. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa soluzione?
R. La divisione dei corsi di laurea in tre e due anni, che probabilmente andrà modificata nel prossimo futuro, se è concepita, organizzata e realizzata adeguatamente, può dare una formazione realmente professionale. Ma occorre distinguere bene tra il triennio iniziale di formazione di base e il biennio successivo riservato alla specializzazione, affinché questa divisione non finisca per diventare una mera duplicazione di esami. Il sistema era già presente nella tradizione anglosassone, ma in Italia si è stati costretti ad operare una mediazione per quanto riguarda la struttura.

D. Applicare questa riforma a un grande Ateneo è facile come al Link Campus?
R. Nei grandi Atenei si incontrano situazioni non sempre perfettamente graduabile. Il Link Campus, invece, è una Università giovane, dai numeri limitati; e non vi sono baronie da difendere. Quando sono arrivato, circa un anno fa, tra i docenti si registravano una prevalenza di professionisti, una certa nicchia di professori universitari e qualche magistrato. Oltre a ridisegnare l’architettura degli studi ponendo maggiore attenzione agli insegnamenti e ai loro contenuti, con la collaborazione dei professori delle varie aree abbiamo selezionato ancora più accuratamente il personale docente che era già valido prima, ma che abbiamo distribuito secondo un criterio più equilibrato; il risultato è che oggi disponiamo a Roma di una struttura molto competitiva: il 60-70 per cento dei docenti sono professori universitari di ruolo, gli altri sono autorevoli magistrati o professionisti di spicco, e questo ci distingue da altre Università.

D. Non ritiene che comincino ad essere troppo le Università?
R. In effetti, anche se è una grande metropoli, Roma ne ha molte, pubbliche e private, quindi non è facile realizzare un’iniziativa qualificata. Ma io credo che il Link Campus presenti un’offerta formativa molto ricca e di qualità, perché non entra in competizione con altre strutture ma intende restare una piccola isola felice, un’Università di nicchia che non compete con le grandi strutture.

D. Qual è il profilo degli studenti?
R. L’offerta condiziona le decisioni degli studenti; quello che li induce a scegliere la nostra Università, a parte la dimensione di nicchia che trovano confacente, è il fatto che, rispetto alle altre, il Link offre il doppio titolo, e questa è il vero valore di questa Università. Noi rilasciamo il titolo di «bachelor of art» al termine del triennio, e di «master of Art» al termine del biennio, cioè il titolo anglosassone, la laurea propria di quel tipo di sistema. Grazie al riconoscimento e alle convenzioni con altre Università, il titolo è considerato come una laurea italiana. Ma ormai non sarebbe necessario, perché con l’ingresso di Malta nell’Unione Europea il titolo vale in se stesso; chi lo conseguirà potrà per accedere agli esami di Stato per svolgere una professione.

D. In sostanza, cosa offre di più questa università rispetto alle altre?
R. Il titolo anglosassone, e con esso quello italiano. Inoltre abbiamo creato aree formative particolari non molto presenti nelle Università italiane, per esempio lo studio della Strategia e dell’Intelligence, della Finanza e della Fiscalità internazionale, l’Economia e le Politiche di sviluppo nell’area del Mediterraneo. Nel campo giuridico le materie mirano alla formazione di un avvocato europeo, cioè di uno studioso del diritto destinato a operare nella comunità europea e a misurarsi con sistemi giuridici diversi.

D. Come si finanzia l’Università?
R. Ha una struttura duplice, una parte è quella accademica, l’altra è una società di gestione che provvede a reperire i finanziamenti. Questo è il settimo anno. Nonostante tutte le difficoltà affrontate, il bilancio è positivo anche perché abbiamo sviluppato strumenti didattici innovativi come l’uso dell’informatica finalizzato all’insegnamento a distanza, la sperimentazione di questo in punti diversi del territorio nazionale attraverso un sistema satellitare bidimensionale, il rapporto degli studenti con le imprese che consentono, prima della fine degli studi, di svolgere uno stage collegato alla tesi di laurea che, essendo normalmente sperimentale, richiede un contatto e una presenza dentro l’impresa.

D. Quali sbocchi lavorativi hanno trovato gli studenti laureatisi in questi anni?
R. In imprese di medie e di grandi dimensioni: i laureati in Giurisprudenza in grandi società di consulenza; quelli in Economia nell’area della fiscalità e della finanza; quelli in Comunicazione in varie società di marketing e di pubblicità, nella quali si trovano avvantaggiati grazie alla conoscenza dell’inglese e dell’informatica, ma soprattutto grazie a un’esperienza di lavoro perché lo stage compiuto li mette sul mercato con una pratica lavorativa effettiva, e di conseguenza l’inserimento nel mondo del lavoro è più facile.

D. Quale sistema di insegnamento innovativo usate?
R. La televisione, per intervenire localmente, gestendola come un’azienda, con introiti, spese, programmazione, gestione della comunicazione. Per la formazione è importante il coinvolgimento diretto nell’uso dei media ed esso fa parte del programma formativo dell’Università perché i giovani dedicano una grande attenzione allo sviluppo; non è una scelta occasionale ma un’esigenza, non è esperienza puramente mediatica ma parte integrante dell’azione formativa. Un’altra struttura, la Link Academy, scuola di alta formazione per attori e registi, si richiama a una prestigiosa e antica accademia londinese, della quale rinnova la tradizione. Gli iscritti sono rigorosamente selezionati e preparati, poi affrontano una seconda e dura selezione, quindi anche queste per loro sono discipline fondamentali. Sta nascendo un connubio tra materie che possono sembrare e anzi son agli antipodi, come Giurisprudenza, Teatro, Musica; ma le inseriamo come discipline proponendole come metodo e stile di vita e otteniamo risultati soddisfacenti. Non si tratta di passatempi del tipo «Saranno famosi», si studia per diventare registi o attori al fine di esercitare una seria professione. Un’iniziativa che ricorda la meritoria Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico.

D. Che pensano del Link Campus i genitori?
R. Oggi molti si rendono conto che la scelta dell’Università è molto importante per il futuro dei figli e propendono per una a numero ristretto, con il tempo pieno, l’inglese obbligatorio, l’informatica. Ma oggi la scelta degli studenti è motivata anche da altre fattori.

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