STEFANO CALDORO:
‘MONITOR’ RIVELA
L’ATTIVITÀ DEL GOVERNO
Il ministro
per l’Attuazione
del programma illustra
il funzionamento
di un sistema
informatico diretto
a valutare
i provvedimenti
proposti
dal Governo
e approvati
dal Parlamento,
e a verificarne
l’attuazione da parte delle strutture
amministrative;
circa il 90 per cento
degli atti
sono stati varati
definitivamente

«Monitor
consentirà di valutare
i tempi necessari
per l’attuazione
del programma
e le cause
istituzionali
e amministrative
che riducono l’efficacia
dell’azione pubblica;
servirà a dare coerenza
all’azione di Governo
e a evidenziare
disfunzioni
da correggere
tempestivamente»
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ativo di Campobasso, laureato in Scienze politiche, consulente d’azienda, esperto in economia e in problemi internazionali, Stefano Caldoro, oggi ministro per l’Attuazione del programma di Governo, cominciò la carriera politica nel Partito Socialista Italiano e nel 1985 entrò nel Consiglio regionale della Campania come presidente della Commissione Ambiente, Trasporti e Lavori pubblici. Eletto deputato nel 1992, capeggiò il Gruppo socialista nella Commissione Lavoro e fece parte anche della Commissione per le Politiche comunitarie e delle delegazioni italiane al Consiglio d’Europa e all’Unione Europea Occidentale. Dopo lo scioglimento del Partito Socialista Italiano, nel 2001 fu tra i fondatori del Partito Socialista aderente al Polo delle Libertà e, successivamente, del nuovo Psi. Entrato a far parte nello stesso anno del secondo Governo Berlusconi, fu nominato prima sottosegretario e poi viceministro all’Istruzione.
Il 22 aprile scorso è entrato nel terzo Governo Berlusconi come ministro per l’Attuazione del programma, carica che ricopre tuttora nonostante la decisione annunciata da una parte del suo partito di uscire dalla maggioranza di centrodestra.
Il suo ingresso in questo Ministero è avvenuto appena un anno prima della scadenza dell’attuale Legislatura, quindi ormai all’epilogo del tempo assegnato al Governo di centrodestra, essendo fissate per il prossimo aprile le nuove elezioni politiche. Caldoro è entrato, insomma, in tempo di bilanci, anche se negli ultimi mesi il terzo Governo Berlusconi e l’attuale maggioranza parlamentare si sono dimostrati molto attivi nell’approvare provvedimenti anche di grandissimo rilievo, in primo luogo la riforma della Costituzione repubblicana.
Come sta svolgendo il proprio compito, consistente non solo e non tanto nel compiere un bilancio del lavoro svolto, ma anche nello spronare il Governo e la maggioranza ad attuare, appunto, il programma? Recentemente Caldoro ha sottoposto al Consiglio dei ministri un sistema per accertare la situazione. Si tratta, ha spiegato, di un programma informatico chiamato Monitor e proposto dal suo Ministero per verificare i provvedimenti e gli obiettivi di Governo e certificare i risultati raggiunti. Caldoro ha fornito anche un primo bilancio: «Su 1.705 provvedimenti varati dal Governo–ha reso noto–, oltre l’85 per cento a settembre 2005 erano già entrati in vigore; nei prossimi mesi la percentuale aumenterà sino a completare di fatto l’azione dell’Esecutivo». Ma che cosa è, in sostanza, Monitor? Lo spiega il ministro in questa intervista.
Domanda. In che cosa consiste la novità annunciata?
Risposta. È un avanzato sistema di controllo dei procedimenti, tipico del settore privato ma applicato per la prima volta per verificare l’attuazione del programma di Governo. È usato anche in altri Paesi europei, in particolare in Francia e in Inghilterra, dove ha fornito risultati positivi. In Francia, con la «reforme budgetarie» in via di sperimentazione, il Governo ha radicalmente cambiato la struttura del proprio bilancio: il suo nuovo documento contabile non sarà più diviso nei tradizionali capitoli distinti per Ministeri, ma si articolerà in 34 obiettivi, raggruppanti l’attività di diversi Ministeri, e le cui dotazioni finanziarie continueranno ad essere sottoposte all’approvazione del Parlamento. A loro volta gli obiettivi saranno scomposti in 132 programmi sotto la responsabilità di un singolo ministro ma al servizio di una strategia definita. La relativa attività sarà, infine, attentamente seguita e comparata con appositi indicatori di risultati.
D. Anche in Italia potrebbe applicarsi questa ricetta francese?
R. Monitor potrebbe rappresentare la premessa di un progetto più ambizioso, in quanto potrebbe consentire, tramite il collegamento in rete con la Ragioneria generale dello Stato e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di superare la tradizionale divisione del bilancio statale in capitoli di spesa e di riclassificare l’uso delle risorse in programmi collegati agli obiettivi di Governo e facenti capo alla responsabilità dei singoli ministri.
D. La legge di semplificazione e di riassetto normativo relativa all’anno 2005, che è in attesa di esame da parte del Senato, prevede nell’articolo 5 un riassetto che valorizzi maggiormente il controllo e consenta la diffusione di una cultura di «Governo di programma». Come si collocano in tale contesto il Monitor e i suoi futuri sviluppi?
R. Monitor è un programma informatico che consente di verificare in tempo reale l’attività del Governo. Questo ha consentito di rilevare che, ad oggi, circa il 90 per cento dei provvedimenti varati dal Governo in questa Legislatura sono stati definitivamente approvati. La sua successiva applicazione consentirà di estendere la verifica dalla fase normativa a quella attuativa delle leggi, individuando per ciascun provvedimento le risorse finanziarie impegnate, i destinatari delle norme, gli effetti delle decisioni assunte sull’andamento dell’economia e sugli equilibri sociali. Una volta entrato a regime, il programma consentirà anche una puntuale valutazione dei tempi necessari per l’attuazione del programma, e dagli eventuali ritardi emergerà il quadro delle vischiosità istituzionali e amministrative che riducono l’efficacia dell’azione pubblica complessiva. Verificare i tempi dell’azione amministrativa servirà, quindi, a dare coerenza all’azione di Governo e nello stesso tempo a evidenziare eventuali disfunzioni organizzative, da correggere tempestivamente con specifici provvedimenti.
D. Il sistema potrà essere utile anche ai cittadini nei loro rapporti con la Pubblica Amministrazione?
R. L’istituto del silenzio-assenso costringe già quest’ultima al pieno rispetto dei tempi programmati nell’interesse del cittadino. Comunque anche sul piano amministrativo Monitor consentirà al Governo di verificare, in modo sistematico, il rispetto delle modalità procedurali con cui operano i pubblici uffici. Sulla base del confronto tra le previsioni e i consuntivi ciascun ministro potrà indicare le date di attuazione dei singoli provvedimenti e verificarne il rispetto. Ne deriverà un controllo più penetrante sull’attività delle strutture sottoposte al suo indirizzo, che dimostrerà l’incisività dell’azione amministrativa anche ai fini di una sua riforma. Monitor potrebbe favorire il passaggio dalla situazione attuale, in cui si attribuisce importanza prioritaria alle risorse finanziarie, a un’altra, in cui si consideri in primo luogo il risultato raggiunto. I risultati finali andranno, ovviamente, a vantaggio dei cittadini.
D. Quali sono i principali passaggi per conseguire tale obiettivo?
R. Il campo di applicazione di Monitor presto si estenderà a tutti i provvedimenti normativi, anche a quelli di iniziativa parlamentare, tramite collegamenti in rete con le banche dati e i siti web delle Camere e delle altre Istituzioni coinvolte nel processo legislativo e amministrativo: Corte dei conti, Consiglio di Stato, Tar ecc. Successivamente è previsto l’inserimento nel sistema degli atti amministrativi correlati ai provvedimenti di base, anche attraverso il collegamento in rete con le banche dati e i siti web delle singole Amministrazioni e degli Enti pubblici.
D. Quali rapporti avrà il nuovo sistema con gli strumenti di comunicazione istituzionale già esistenti?
R. Da strumento di uso interno delle Amministrazioni, il sistema dovrebbe in breve tempo diventare uno strumento di comunicazione rivolto anche ai cittadini. Sarà consultabile tramite web e presto sarà messo a disposizione di istituti specializzati e opinion leader. Attualmente sono previste varie modalità di accesso. Potrà essere usato sia dai singoli Dicasteri per verificare il flusso dell’attività svolta, sia dalle strutture centrali della Presidenza del Consiglio. In questo secondo caso sarà possibile passare da una dimensione «micro» dei problemi a una «macro», puntando su una visione d’insieme al fine di dare coerenza complessiva alle politiche settoriali nel quadro generale dell’attuazione del programma di Governo. Grazie a questo secondo livello di elaborazione sarà possibile individuare un contesto su cui innestare la comunicazione istituzionale.
D. Come Monitor risponde all’esigenza di soddisfare le richieste e i bisogni dei cittadini nel campo della comunicazione istituzionale?
R. Il pieno controllo del procedimento legislativo e amministrativo che esso mette in atto consentirà di analizzare, in maniera organica e mirata, il livello di gradimento e di utilità reale espresso dai cittadini che sono i destinatari finali dell’azione amministrativa; attività che viene già svolta, in via sperimentale, dagli Uffici del ministro per l’Attuazione del programma di Governo.
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