LUIGI
MONTELLA: TECNOLOGIE, QUESTO E' IL DOMANI NEL MONDO DELLE TECNOLOGIE

L'ing.
Luigi Montella, presidente della Imont
|
|
opo aver operato per anni nel mondo delle telecomunicazioni, lasciata
la Sirti l’ing. Luigi Montella ha fondato, nel 2000, la Imont di
cui è presidente. Da questa posizione, grazie ai numerosi progetti
di ingegneria sviluppati per operatori nazionali e internazionali, nonché
per i più importanti fornitori di apparati, appare oggi la persona
adatta per fare il punto su un tema sempre più dibattuto: cosa
si intende per «convergenza fisso-mobile» e quali sono le
implicazioni industriali e di servizio del settore. Su questo e su altri
argomenti l’ing. Montella risponde in questa intervista alle domande
di Specchio Economico.
Domanda. La prima domanda è innanzitutto di chiarimento.
Che cosa si intende per convergenza fisso-mobile?
Risposta. Cercherò di chiarire il mio pensiero
in merito attraverso i passaggi che seguono. Per non sottrarmi però
all’immediatezza della domanda, rispondo che si tratta di una semplificazione
in termini di mercato, che elimina le duplicazioni di servizio fra la
rete telefonica fissa e quella mobile. Quando usa il proprio terminale
mobile l’utente non si accorgerà di utilizzare in alcuni
momenti la rete fissa e in altri la rete mobile. In parallelo rispetto
a questa semplificazione, per l’utente si realizzerà gradualmente
anche una convergenza delle reti fissa e mobile in termini di infrastrutture,
di apparati e di piattaforme.
D. Vuol dire che scomparirà il telefono fisso
in casa e in ufficio?
R. I tempi di maturazione non sono certamente brevi,
tenuto conto degli investimenti necessari e dell’evoluzione generale
del mercato, ma alla fine di questo lungo percorso certamente ciascun
individuo utilizzerà un unico terminale mobile e non sarà
più necessario il telefono fisso. Molto importanti, però,
sono le tappe intermedie prima di arrivare al risultato finale.
D. Può delineare le principali tappe che caratterizzeranno
questo cammino?
R. La prima tappa è in corso ed è quella
che vede momentaneamente una riduzione degli abbonamenti di rete fissa,
che negli Usa sono calati lo scorso anno del 4-5 per cento mentre in Europa
il fenomeno è meno marcato, intorno all’1-2 per cento annuo.
Questa diminuzione è dovuta al traffico-voce che tende a spostarsi
sempre più sulle reti mobili tramite un telefonino personale. D’altro
canto, stiamo assistendo a una crescita abbastanza sostenuta dell’Adsl
o, più in generale, dell’accesso a larga banda che oggi in
Italia conta 3 milioni di linee che crescono al ritmo di circa un milione
l’anno. L’Adsl si sviluppa per soddisfare la domanda di servizi
internet, e tende a restituire alla rete fissa il ruolo che va perdendo
nella pura telefonia. Attualmente in Italia esistono circa 20 milioni
di utenti internet, che nei prossimi anni tenderanno a spostarsi su reti
a larga banda.
D. Quali sono i servizi che l’accesso Adsl rende
attualmente disponibili? E che cosa è la Voip?
R. Sono internet, la televisione via cavo, i servizi
informativi e la voce su IP, cosiddetta Voip, e che è la seconda
tappa di questa evoluzione tecnologica e di mercato. La Voip consiste
in pratica nell’usufruire del servizio voce su linea fissa utilizzando
la tecnica e l’infrastruttura proprie delle reti IP. Questo cambiamento,
che si sta delineando molto chiaramente, comporterà grandi investimenti
nella nuova rete IP che progressivamente andrà a sostituire la
vecchia rete tradizionale. Nuove ulteriori apparecchiature determineranno
un salto tecnologico che richiede, da parte degli operatori di telecomunicazioni,
investimenti molto elevati nell’arco di 5 o 6 anni. Inizialmente
tali reti saranno sviluppate principalmente all’interno di grandi
aziende - ad esempio Poste, Ferrovie, aziende di energia -, per i propri
servizi di voce e dati.
D. E quali saranno le conseguenze per l’utente?
R. Con la tecnologia Voip la telefonia fissa dovrebbe
avere un proprio sviluppo grazie alla disponibilità di un servizio
di buon livello qualitativo e a un prezzo molto competitivo. Quanto all’effetto
che avrà sulla telefonia mobile l’introduzione di reti voci-dati
unificate con la Voip, si tratta di quella che definirei la terza tappa.
Il terminale mobile con accesso via radio e trasmissione su rete fissa
IP acquisirà in pieno il ruolo di unico sistema di comunicazione
personale, con una serie di servizi: voce, dati, immagini eccetera. Cioè
il terminale mobile con accesso via radio sarà il terminale voce
e dati dell’utente che utilizzerà comunque la rete fissa
in tecnica IP per la trasmissione a distanza.
D. E per quanto riguarda l’accesso a internet quale
sarà l’evoluzione?
R. Una linea di rete fissa a banda molto larga arriverà
a casa o in ufficio di ciascun utente per consentire l’accesso a
internet, a servizi televisivi interattivi, ecc. La rete fissa, quindi,
continuerà ad avere un ruolo essenziale perché da un lato
sarà usata per la trasmissione della telefonia mobile, e dall’altro
per l’accesso del terminale computer e video.
D. Quali saranno gli impieghi futuri della fibra ottica?
R. È già sovrabbondante in Europa e in
Usa per quello che riguarda la trasmissione a lunga distanza. Relativamente
al suo impiego nella rete dell’ultimo miglio, cioè per connettere
direttamente la singola casa o il singolo ufficio, occorreranno invece
molti anni, visti anche gli elevati investimenti necessari per la costruzione
di tale infrastruttura. Il vecchio doppino in rame, con le tecniche sempre
più sofisticate di Adsl, avrà ancora una vita molto lunga,
e ciò rende preziosa e molto forte la presenza dei vecchi operatori
che in regime di monopolio avevano nei decenni costruito le reti di accesso
che conosciamo.
D. Quali tariffe pagherà l’utente?
R. Oggi per la telefonia siamo in presenza di tariffe
molto diverse fra i servizi offerti su rete mobile e quelli offerti su
rete fissa. C’è una grande differenza tra la tariffa per
un minuto pagata dall’utente sulle due reti. Secondo il modello
di evoluzione delineato, incentrato su un’integrazione delle reti
e sul rafforzamento progressivo del terminale mobile come unico sistema
di comunicazione personale, è prevedibile anche una convergenza
dei livelli tariffari che superi l’attuale dicotomia. Evidentemente,
tenuto conto anche degli assetti societari presenti nel mercato che vedono
la presenza di molti soggetti operanti sia su rete fissa che su rete mobile,
tale processo si dispiegherà gradualmente nel tempo. Per questo,
tenuto conto dell’evoluzione tecnologica, dei grandi investimenti
richiesti e dei problemi commerciali e tariffari menzionati, ho parlato
di tempi non brevi per realizzare la situazione delineata.
D. Ritiene che sia già in atto la convergenza
fisso-mobile?
R. Direi di no, siamo agli inizi di un processo che è
stato aperto dall’annuncio del servizio Bluephone da parte della
BT in Gran Bretagna.
D. Di che cosa si tratta?
R. In estrema sintesi, viene offerto all’utente
un terminale mobile che si connette come un cordless quando l’utente
è in casa o in ufficio, mentre si connette alla normale rete cellulare
quando è in ambienti esterni. Si tratta di un primo progetto di
convergenza che andrà pienamente valutato nei risvolti tecnici
e commerciali. Infatti non è ancora visibile chiaramente una vera
convergenza delle reti fisse e mobili, così come non è ancora
visibile una piena convergenza dei livelli tariffari.
D. In tempi brevi che succederà?
R. Il terminale mobile continua la propria evoluzione,
soprattutto nel campo della messaggistica e dei servizi-dati, con una
grande spinta verso il sistema Umts: entro Natale di quest’anno
si raggiungeranno i 2,5-3 milioni di utenti di quest’ultimo in Italia,
che raddoppieranno entro l’anno prossimo. L’Umts dà
avvio alla videocomunicazione da mobile e si arricchirà di molti
servizi aggiuntivi. Fra questi, ad esempio, i servizi informativi che
si rivelano sempre più utili. Vi sarà, contemporaneamente,
una grande spinta verso l’Adsl, che continua a creare un allargamento
della banda a disposizione dell’utente e un grande sviluppo dei
servizi, in buona misura resi possibili proprio da tale allargamento.
Nei servizi gli attori presenti sul mercato sono anche altri, non solo
gli operatori di telecomunicazioni. Esiste, comunque, il problema di organizzare
questi servizi, vecchi e nuovi, e renderli disponibili in modo molto semplice
per l’utente. È un settore nel quale sono necessari grandi
sviluppi e che potrà offrire nuove opportunità imprenditoriali.
D. Quali priorità vanno affrontate affinché
il Paese possa avere un ruolo primario nella convergenza?
R. Anche negli anni più recenti il nostro Paese
ha svolto un ruolo di primo piano nel settore, per le telecomunicazioni
sia fisse sia mobili. Tanto nell’Umts quanto nell’Adsl l’Italia
figura fra i primi Paesi. Quindi, se da un lato occorre continuare nell’attività
di progettazione, ingegneria e realizzazione già in corso, a completamento
di quanto già detto ritengo molto importante che le aziende continuino
a puntare sull’efficienza, sull’impiego delle risorse e sulla
formazione: sono aspetti fondamentali per rinvigorire il mercato in termini
di competizione economica e di qualità. Per inseguire l’evoluzione
tecnologica a volte vengono trascurati gli aspetti operativi della gestione.
Fra questi sottolineo l’aspetto della qualità dei servizi
offerti, su cui ritengo sia necessario lavorare molto. Se si guardano
le applicazioni relative all’Umts, all’Adsl, alla banda sempre
più larga, occorre sottolineare l’importanza della qualità
richiesta dall’utente (funzionalità, fatturazione, contenuti
distribuiti), in assenza della quale non si sviluppa il mercato dei servizi.
|