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Risultati raggiunti Tra i risultati positivi del 2003 figurano: l’ottenimento dell’autorizzazione per convertire a carbone la centrale di Civitavecchia; l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario della società Wind, operazione che consentirà nel 2004, grazie a sinergie di gruppo, risparmi per 100 milioni di euro; l’alleanza con l’Ibm per la commercializzazione nel mondo del contatore elettronico Enel; l’acquisizione dell’80 per cento della partecipazione nella spagnola Union Fenosa, operante nel campo delle fonti di energia rinnovabili; la riorganizzazione dell’Enel Gas in seguito all’incorporazione di circa 30 società; infine l’accordo per la vendita delle attività immobiliari. Una strategia vincente «Nel 2003 abbiamo compiuto importanti progressi nella strategia annunciata nel settembre del 2002. Prevediamo un 2004 e un futuro positivi. È nostro obiettivo mantenere la valutazione ‘Strong A’ e continuare una politica di dividendi che dia soddisfazione ai nostri azionisti», spiega l’amministratore delegato dell’Enel spa Paolo Scaroni anticipando anche alcuni obiettivi futuri: una riduzione di costi, entro il 2006, di un miliardo 100 milioni di euro; un free cash flow di 16 miliardi di euro nel periodo 2003-2007; il pagamento di un dividendo, per il 2004, non inferiore a quello dello scorso anno, ossia a 0,36 euro per azione; un dividendo analogo dovrebbe essere distribuito anche per il 2005, sulla base delle stime di crescita dei risultati operativi e finanziari, e della chiarezza conseguente all’approvazione del sistema tariffario 2004-2007. In crescita ricavi e utile netto Considerando che nel bilancio 2003 del Gruppo non figurano le due società Eurogen e Interpower, cedute rispettivamente nel maggio 2002 e nel gennaio 2003, i ricavi, pari a 31.317 milioni di euro, sono in linea con quelli del 2002, ammontanti a 30.471 milioni. Il contributo maggiore alla crescita è stato dato dalla divisione Generazione ed Energy Management, che ha registrato un aumento di 1.218 milioni di euro, pari al 50 per cento, ed ha beneficiato anche del rimborso della penale idro e dei certificati verdi per 512 milioni di euro. L’utile prima delle imposte e delle partite straordinarie è più che raddoppiato, passando a 3.529 milioni di euro rispetto ai 1.597 milioni del 2002. L’utile netto, di 2.509 milioni di euro, è aumentato del 23,3 per cento rispetto ai 2.035 milioni nel 2002; escludendo le partite non ricorrenti, è salito a 1.090 milioni di euro dai 649 milioni dell’esercizio precedente. Al 31 dicembre 2003 il patrimonio netto complessivo ammontava a 21.315 milioni di euro rispetto ai 20.842 milioni di fine 2002; l’indebitamento finanziario netto a 24.174 milioni rispetto ai 24.467 milioni di fine 2002. Il cash flow operativo netto, ossia i flussi dell’attività operativa al netto degli investimenti tecnici, è stato di 4.674 milioni di euro, in aumento di 2.690 milioni rispetto al 2002. Agli investimenti nel 2003 sono stati destinati 3.969 milioni di euro, il 29 per cento in meno rispetto al 2002; la riduzione è dovuta principalmente ai minori impieghi in attività non strategiche, all’avvenuta riconversione a ciclo combinato di numerose centrali, nonché alla rete Wind. I dipendenti, che a fine 2002 erano 71.204, al 31 dicembre scorso erano scesi a 64.770 unità; la riduzione di 1.575 unità è dovuta alla cessione dell’Interpower, all’uscita dal Gruppo della Cesi e ad altre operazioni minori; inoltre il saldo tra assunzioni e cessazioni è stato negativo per 4.859 unità. Quanto alle prospettive, le previsioni indicano che il mercato dell’energia elettrica in Italia rimarrà favorevole nei prossimi anni, per cui si assisterà a una crescita dei consumi più elevata di quanto stimato in precedenza, mentre la nuova capacità produttiva sarà disponibile in tempi più lunghi di quanto previsto. Nel settore della Generazione l’Enel continuerà ad essere all’avanguardia nel miglioramento dell’efficienza. Già dal prossimo anno il Gruppo sosterrà un costo complessivo di produzione dell’elettricità inferiore a quello dei nuovi produttori; i vantaggi derivanti dalla conversione degli impianti all’uso di combustibili meno costosi confermeranno l’Enel al primo posto, in Italia, nell’efficienza anche nel lungo periodo. Nella Trasmissione e Distribuzione il recente aumento del valore delle società Terna ed Enel Distribuzione le avvicina agli standard europei, e ciò costituisce un’importante garanzia per la loro valutazione anche nel periodo 2008-2011. Sempre attenendosi ai rigorosi criteri di investimento che ha adottato e che gli consentono di mantenere una solida valutazione, il Gruppo cerca di individuare aree geografiche e attività che offrano possibilità di sviluppo. Fra i proventi finanziari della capogruppo figurano i dividendi - e i relativi crediti d’imposta - distribuiti dalle società controllate sugli utili del 2002, per complessivi 1.731 milioni di euro, ma anche la svalutazione di partecipazioni per 1.290 milioni di euro, effettuate in massima parte per non rinunciare ai relativi vantaggi fiscali; per cui i proventi straordinari netti sono ammontati a 441 milioni di euro, 434 milioni dei quali sono costituiti dalla plusvalenza sulla cessione dell’Interpower; la plusvalenza sulla vendita dell’Eurogen, pari a 2.874 milioni di euro, era stata calcolata, invece, nel bilancio del 2002. L’utile netto della capogruppo è stato pertanto di 607 milioni di euro rispetto ai 2.405 milioni del 2002. La differenza è dovuta alla diversa incidenza delle plusvalenze sulla cessione della suddette partecipazioni . L’indebitamento finanziario netto della capogruppo al 31 dicembre 2003 era di 6.946 milioni di euro, 1.180 milioni in più rispetto a un anno prima; alcune operazioni in corso, tra le quali il rimborso di capitale da parte della società Terna per un importo di 1,2 miliardi di euro, consentiranno di ridurlo considerevolmente. Alla stessa data del 31 dicembre 2003 il patrimonio netto della capogruppo era di 11.997 milioni di euro rispetto ai 13.573 milioni di fine 2002; la riduzione di 1.576 milioni rappresenta la differenza tra i 2.183 milioni distribuiti quali dividendi e l’utile netto. Il Consiglio di amministrazione dell’Enel ha anche approvato il piano di «stock option» per l’anno 2004, in base al quale ai dirigenti sarà assegnato il diritto a sottoscrivere un numero di azioni ordinarie Enel di nuova emissione; le opzioni riguarderanno circa 640 dirigenti e 38,52 milioni di azioni. Il loro esercizio è subordinato al raggiungimento di risultati fissati dal Consiglio; potrà farsi se nel 2004 l’Ebitda del Gruppo e il valore delle azioni Enel supereranno determinate soglie; se una delle condizioni non sarà raggiunta, i diritti di opzione decadranno automaticamente. Realizzatesi le condizioni indicate, le opzioni potranno esercitarsi a scaglioni dal 2005 al 2009. Nel 2003 la Divisione Generazione ed Energy Management ha registrato ricavi per 12.111 milioni di euro rispetto ai 10.488 del 2002, con un aumento del 15,5 per cento; gli investimenti sono ammontati a 673 milioni rispetto ai 912 dell’anno precedente; la crescita dei ricavi è dipesa principalmente dall’aumento del 4,8 per cento dell’elettricità prodotta e dalla componente tariffaria che compensa il costo dei combustibili. Le alte temperature raggiunte la scorsa estate hanno provocato un aumento dei consumi e della produzione, la siccità ha comportato una riduzione della produzione idroelettrica, compensata da un incremento del 7 per cento di quella termoelettrica. Il contenimento dei costi e la maggiore efficienza hanno inciso positivamente sui risultati operativi e un ulteriore contributo è venuto dal rimborso della «penale idro» per 410 milioni di euro e dai certificati verdi per 102 milioni di euro. L’Enel ha raddoppiato la produzione degli impianti a ciclo combinato ad alta efficienza e incrementato quella da carbone del 5 per cento. I benefici della conversione a ciclo combinato si sentiranno di più nel 2004; il programma di conversione a combustibili più competitivi ha compiuto passi avanti con l’autorizzazione ad alimentare con il carbone la centrale di Civitavecchia. Per fronteggiare i picchi di domanda, entro l’estate l’Enel completerà la riattivazione di centrali per 1.200 MW. Nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili il Gruppo ha rafforzato la propria leadership mondiale investendo oltre 200 milioni di euro in Italia e acquisendo in Spagna l’80 per cento delle relative attività dell’Union Fenosa. Nel 2003 la divisione Generazione ha superato la quota fissata di riduzione dei costi operativi e di manutenzione: nel settore termoelettrico l’obiettivo di ridurre a 11.600 euro il costo operativo per megawatt entro il 2005 prevede ora invece di scendere a 10.800 nel 2006; nel settore idroelettrico l’obiettivo di scendere a 11.700 euro entro il 2005 prevede di stringere a 11.500 euro nel 2006. Per il 2007 è previsto il completamento dell’impianto di rigassificazione della Brindisi Lng, joint venture tra Enel e Bg Group; l’iniziativa rientra nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento che permetterà all’Enel di disporre di gas a un costo tra il 5 e il 10 per cento inferiore a quello degli altri concorrenti, escluso l’Eni. I ricavi delle Divisioni Mercato, Infrastrutture e Reti derivanti dall’elettricità sono stati di 18.673 milioni di euro, in calo di 844 milioni rispetto al 2002 principalmente per il trasferimento alla società Enel Trade della vendita di energia elettrica ai clienti «energivori» - cioè con un consumo annuo superiore a 100 milioni di kwh -, ai rivenditori e al mercato internazionale. Sono stati raggiunti in anticipo gli obbiettivi di riduzione dei costi per cliente: 136 euro nel 2003, 150 del 2002. La qualità del servizio è migliorata: nel 2003 l’Enel ha ottenuto 115 milioni di euro dall’Autorità di controllo per aver ridotto del 18 per cento le interruzioni nell’anno precedente. È stato sviluppato un sistema digitale di misurazione, gestione e lettura dei consumi d’avanguardia a livello mondiale, che comporta maggiore flessibilità e risparmi per i clienti e per l’Enel; la sua validità è confermata dall’alleanza con l’Ibm per diffonderlo in tutto il mondo. La spesa per la sostituzione dei contatori è stimata in 120 miliardi di euro. Il cliente al centro di tutto Nel mercato regolamentato l’Enel è impegnata a migliorare le relazioni con i clienti i quali, grazie a un accordo con le Poste, possono pagare le bollette negli sportelli Postamat e avere assistenza in molti uffici postali. Lo scorso novembre è stato lanciato l’Enel Club, programma che offre una gamma di benefici ai clienti che affidano alla banca o alla Posta il pagamento della bolletta. L’Enel cresce nel gas I ricavi dell’area Gas nel 2003 sono ammontati a 1.374 milioni di euro con un aumento del 28 per cento. In tale area i costi per cliente sono stati ridotti da 132 del 2002 a 128 euro del 2003. Sono state unite nel marchio Enel Gas oltre 30 società acquisite negli anni. Con una quota dell’11 per cento, l’Enel Gas è il numero due del mercato in Italia; le vendite sono salite a 4,4 miliardi di metri cubi e i clienti a 1,9 milioni. Alla crescita interna si aggiungono acquisizioni come quella ultimata nel 2004, per 41 milioni di euro, della Sicilmetano, con 37 mila clienti. Nella distribuzione di elettricità è stato fissato in 122 euro il costo per cliente da raggiungere entro il 2006 dai 127 entro il 2005. Nella distribuzione di gas il nuovo obiettivo è un costo per cliente di 92 euro entro il 2006 in luogo dei 96 euro entro il 2005. Il traguardo di vendita di 5,2 miliardi di metri cubi entro il 2005 è stato portato a 5,3 miliardi entro il 2006. La quotazione della Terna Nella Divisione Terna l’incremento dei ricavi registratosi nel 2003 è dovuto principalmente ai maggiori compensi ricevuti per l’utilizzo della rete di trasmissione nazionale. Grazie ai maggiori ricavi e alla contrazione dei costi operativi la società ha aumentato l’Ebitda. Sul miglioramento hanno inciso anche i minori ammortamenti effettuati in seguito alla revisione della vita utile degli impianti. Il 31 dicembre 2003 la Terna ha acquisito dall’Enelpower due società proprietarie di linee di trasmissione di energia elettrica in Brasile, la TSN e la Novatrans. E il 28 gennaio scorso, per migliorare la propria struttura finanziaria, la società ha ridotto il capitale sociale da 2.036.050.000 a 440.000.000 euro, di cui 396.050.000 mediante accantonamento a riserva e 1.200.000.000 mediante un rimborso del capitale che diverrà operativo tre mesi dopo l’iscrizione nel registro delle imprese. In seguito alla definizione del nuovo quadro tariffario del settore per il periodo 2004-2007, che prevede una remunerazione del capitale investito del 6,7 per cento rispetto al 5,6 per cento del precedente periodo 2000-2003, il valore del patrimonio italiano della Terna è stato stimato in circa 4,9 miliardi di euro. L’Enel prevede di lanciare entro l’estate un’offerta pubblica di vendita delle azioni di questa società, come primo passo per ottemperare all’obbligo di legge di ridurre la propria quota al 20 per cento entro il 2007. Wind, un investimento finanziario Nella Wind i ricavi e l’Ebitda crescono oltre le aspettative. Le cause sono l’aumento del ricavo medio per utente nella telefonia mobile e fissa e una maggiore efficienza operativa. I ricavi della telefonia mobile sono cresciuti del 23,1 per cento giungendo a 2.177 milioni di euro; quelli delle telefonia fissa e di internet sono calati del 6,3 per cento attestandosi a 1.559 milioni. La Wind ha una quota di mercato del 17,3 per cento nella telefonia mobile, con circa 10 milioni di sim card; e una quota dell’11,3 per cento in quella fissa, con 3 milioni 100 mila clienti. Dispone di 448 siti attrezzati, in altrettante centrali telefoniche, che offrono il servizio di accesso diretto di telefonia fissa a circa il 28 per cento dei clienti collegabili. La società possiede la più estesa rete nazionale in fibra ottica, con oltre 18.000 chilometri di backbone. Nell’accesso a internet è ai primi posti con 15,2 milioni di clienti, di cui circa 3,4 milioni attivi, registrati sul portale Libero; nel 2002 erano 12,4 milioni. Per i servizi di accesso a internet in banda larga, a fine 2003 contava 141.000 clienti attivi in Adsl, con una crescita del 252 per cento rispetto al 2002. L’Enel considera la Wind un investimento finanziario. Con il completamento della rete Gsm questa società ha ridotto in modo significativo la necessità di investire. I futuri investimenti saranno principalmente destinati all’affitto dell’ultimo tratto di cavo telefonico che va dalla centrale all’utente; nonché alle tecnologie di telefonia mobile Umts di terza generazione; inoltre punterà ad acquisire clienti offrendo l’accesso in banda larga ad internet. Con l’acquisizione nel 2003 della quota azionaria di minoranza posseduta nella Wind dalla France Telecom, l’Enel ha sviluppato un programma di sinergie economico-finanziarie che dal 2004 produrranno risparmi annui per la Wind superiori ai 100 milioni di euro. Nella telefonia mobile l’obiettivo della Wind è un incremento medio annuo dei ricavi del 15 per cento, e dei ricavi medi per cliente dell’8 per cento per il periodo 2002-2005; al termine di questo punterà a conquistare una quota del 18-20 per cento del mercato italiano della telefonia mobile. Nell’Ebitda l’obiettivo è un incremento medio annuo superiore al 40 per cento per il periodo 2002-2005; nel rapporto costi operativi-ricavi l’obiettivo è passare dal 30 per cento del 2003 al 22 per cento entro il 2005. Le attività all’estero Nel 2003 tutte le attività internazionali del Gruppo nella generazione, distribuzione e vendita di energia elettrica sono state riunite in una nuova Divisione che ha il compito di coordinarle. L’Enel è impegnata a sviluppare attività all’estero ma intende effettuare investimenti solo con stretti criteri di redditività. La nuova Divisione, già presente in Spagna, nelle Americhe e in Bulgaria, è pronta a cogliere le possibilità offerte dalla liberalizzazione in corso nei Balcani. I ricavi in Spagna nel 2003 sono stati di 713 milioni di euro rispetto agli 825 milioni del 2002; la flessione è dovuta principalmente alla temporanea chiusura di alcuni impianti. Nelle Americhe i ricavi realizzati sono stati di 100 milioni di euro, 2 milioni più del 2002. Quelli della centrale di Maritza III in Bulgaria sono ammontati a 108 milioni di euro nei 9 mesi successivi all’acquisizione. |
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