AFFARI & CULTURA
 
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Marsciano- Umbria
Inaugurato
un «Museo dinamico»
del laterizio e delle terrecotte



a cura di GIOSETTA CIUFFA

naugurato a Marsciano nelle settimane scorse, il Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte costituisce anche un’occasione per richiamare l’attenzione su un angolo dell’Umbria diverso dai soliti itinerari turistici ma comunque ricco di attrattive naturali, storiche e artistiche. Comune situato nella media valle del Tevere e noto, oltreché per la bellezza dei paesaggi e la straordinaria ricchezza di acqua e argilla, per l’ottimo vino e olio che produce, Marsciano è il maggior centro umbro di produzione dei laterizi, materiali da costruzione derivanti dall’argilla da cui si ottengono mattoni, tegole e cotti; ma è conosciuto anche per la produzione di terrecotte decorative e di ceramiche di pregio.
Nella caratteristica cittadina umbra, interamente costruita in mattoni, è ora funzionante l’unico Museo del laterizio e delle terrecotte esistente nel territorio nazionale, creato per mostrare e documentare la loro evoluzione artistica e commerciale dall’età imperiale a oggi. Nel Comitato scientifico costituito per il Museo figurano alcuni massimi esperti di questi materiali, tra i quali l’ing. Gianfranco Di Cesare dell’Andil e l’architetto Alfonso Acocella. Una particolarità è contenuta nella definizione di «museo dinamico», dovuta al fatto che, oltre al Palazzo Pietromarchi che ne rappresenta la sede principale, esso è distribuito in diversi poli espositivi nel territorio marscianese: le due antenne museali di Compignano e di Spina, strutture espositive di piccola dimensione; l’ex fabbrica delle piastrelle dell’azienda Briziarelli, ora adibita a museo di archeologia industriale dedicato alla produzione del laterizio; le due fornaci «a pozzo» di Compignano e di San Fortunato, recentemente restaurate.
L’itinerario espositivo parte dall’analisi dei caratteri del territorio umbro e degli insediamenti che vi si sono succeduti; prosegue con le descrizioni delle diverse forme dell’arte fornaciaia in Umbria e in particolare nel territorio di Marsciano; si conclude con l’esposizione di terrecotte artistico-decorative come colonne, capitelli, caminetti ecc., e di altri elementi costruttivi: mattoni, tegole ecc.
Oltre che alle collezioni permanenti, il pubblico può accedere ad esposizioni temporanee per le quali è stata allestita un’apposita sezione nel piano terra del Palazzo Pietromarchi: in sintonia con le iniziative per la celebrazione del pittore umbro Pietro Vannucci (1450-1523) promosse in questo periodo nella Regione Umbria, la nuova sede espositiva è stata inaugurata con la mostra «La bottega d’arte ai tempi del Perugino», realizzata a cura dell’arch. Giorgio Funaro.
All’interno del Palazzo Pietromarchi è conservato il pregevole affresco «La Madonna in trono col Bambino, gli Angeli, San Silvestro e San Rocco», eseguito tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo dalla scuola del Pinturicchio, precisamente da una mano molto vicina al maestro umbro e, forse, dall’artista stesso. Il Museo del laterizio e delle terrecotte è una delle iniziative che il Comune di Marsciano sta avviando per rilanciare un territorio estremamente ricco di risorse ambientali, storiche e artistiche ma ancora poco conosciuto dal turismo italiano e straniero. L’anno scorso il Comune ha inaugurato la prima edizione di «Musica per i borghi», festival estivo dedicato alla musica popolare con numerosi appuntamenti che hanno coinvolto da giugno ad agosto le piazze di Marsciano e dei comuni limitrofi.
Al crocevia fra Orvieto, Assisi, Perugia e Todi, a poco più di cento chilometri da Roma e a una trentina dal capoluogo umbro, Marsciano domina la vallata con i bastioni e le torri di un castello del XIII secolo. La visita ai borghi e alle chiese, da Marsciano a Morcella, Cerqueto, Campignano, Spina, Castiglione della Valle, Monte Vibiano Vecchio, Castel delle Forme, Papiano, Montelagello, riporta alle suggestive armonie medievali.

In mostra all’aeroporto di Bologna 20 progetti di giovani artisti: pittura, fotografia, video, installazioni.
Il Progetto Spazio Aperto della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, che dal 1997 promuove ricerche nuove e aggiornate nell’ambito dell’arte contemporanea grazie al contributo dell’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, sta organizzando negli spazi dell’aeroporto Marconi di Bologna e in collaborazione con la presidenza dello scalo bolognese, un’ampia mostra collettiva dal titolo «Keepin’ touch». La rassegna intende presentare al pubblico ampio e indifferenziato che frequenta l’aeroporto i lavori di giovani artisti attivi nella regione ma non solo: i venti progetti selezionati dal Comitato scientifico di Spazio Aperto si espandono nei diversi campi delle discipline artistiche, dalla pittura alla fotografia, dal video all’installazione fino ai molti progetti «site specific». Gli artisti sono stati segnalati grazie alla collaborazione del circuito «Giovani artisti italiani» e in particolare dei responsabili delle città di Modena, Parma, Piacenza, Ferrara, Forlì, Rimini, Bologna e Ravenna, e delle Accademie di Belle Arti di queste due ultime città.

Galleria Cardi: come 11 artisti intendono la casa
La Galleria Cardi di Milano presenta opere realizzate con tecniche diverse da 11 artisti italiani e stranieri sul tema della casa, delle persone e degli oggetti che la riempiono. Le sculture in ceramica del duo Bertozzi-Casoni mostrano una casa appesantita da rifiuti e oggetti di ogni genere. Toland Grinnell suggerisce oggetti lussuosamente rifiniti per ogni esigenza, magari piumini per spolverare in pelle borchiata d’oro o colossali scorte di carta igienica in gabbie di pelli pregiate protette da catene e lucchetti d’oro. Le opere di Not Vital sembrano nascere da un impulso a concentrare e a condensare. Greg Colson unisce i mondi dell’arte e delle scienze matematiche e statistiche. Wim Delvoye espone stampe cibacrome montate su alluminio, i cui soggetti sono incastri di salumi vari. Di Andy Warhol le succulente bistecche con l’osso che il fedele cane Archie sembra voler azzannare. Maurizio Cannavacciuolo dipinge intrecci di figure umane e motivi decorativi; David Salle un confortevole ritratto d’interno; Wolfgang Laib piccole case di legno, cera, marmo e riso.

In un libro le foto sul mondo di Carlo Levi
Saranno raccolte in un volume le fotografie esposte lo scorso aprile nel Museo Archeologico nazionale di Eboli nella mostra «La ruota, la croce e la penna», che il loro autore Antonio Pagnotta ha dedicato a luoghi, oggetti e personaggi del «Cristo si è fermato ad Eboli» di Carlo Levi, lo scrittore torinese di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Sono oltre cento foto inedite, in bianco e nero, di grande formato, che riproducono i calanchi e le case contadine di Aliano, i volti dei figli e dei nipoti dei personaggi del libro. La ricerca di Pagnotta è durata 22 mesi ed è documentata da quasi 15 mila foto scattate anche negli Usa sulle tracce dei discendenti dei protagonisti. Le immagini ricostruiscono un’atmosfera che si riteneva svanita, sembrano la continuazione del libro di Levi e sono accompagnate dalle didascalie di Graziella Salvatore.

Aeroporto di Fiumicino: 40 anni di foto di Luca Patella
Primo gestore aeroportuale italiano a capitale privato, la società Aeroporti di Roma da tre anni organizza iniziative a carattere culturale nell’aeroporto «Leonardo da Vinci» di Fiumicino. Attualmente, nell’ambito del progetto «PlayOn», in una sala del terminal A - partenze nazionali - è visitabile sino al 30 maggio una mostra fotografica di Luca Maria Patella. Intitolata «La fotografia dalla A alla Z», essa comprende le opere realizzate dall’artista in quarant’anni di lavoro con il mezzo espressivo fotografico: 50 soggetti che vanno dalle fotografie miste a stampa alle immagini realizzate con tecnologia digitale. L’esposizione, che consente al visitatore un’attenta indagine sull’opera dell’artista dal 1964 al 2004, contiene anche fotografie eseguite dal vero ma «senza macchina fotografica, senza pellicola a colori e senza interventi naturali».

Quadriennale di Roma: nominata la Commissione
La Quadriennale di Roma ha costituito la Commissione-inviti che avrà il compito di curare la mostra conclusiva della XIV edizione che si svolgerà nel Palazzo delle Esposizioni a Roma nel marzo 2005. Fanno parte della Commissione cinque tra storici e critici d’arte: Luciano Caramel, Valerio Dehò, Giacinto di Pietrantonio, Marco Tonelli e Giorgio Verzotti. La mostra comprenderà anche una sezione riservata ad artisti stranieri, la cui organizzazione è stata affidata a Luca Massimo Barbero, nonché altre due sezioni rievocative delle Quadriennali svoltesi nel 1931 e nel 1948, che saranno curate da Carlo Fabrizio Carli, Enrico Crispolti, Luigi Finizio ed Elena Pontiggia. Il titolo della mostra, che è stata preceduta dalle anteprime di Napoli e di Torino, sarà «Glocal», neologismo che intende sintetizzare la dimensione globale e quella locale.

Casa d’Aste Babuino di Roma
Sfiora i 100 mila euro «La Fortezza e la Carità» del Baciccio
Il mercato dell’arte di alta qualità sembra risvegliarsi in Italia e le famiglie e i collezionisti italiani ricominciano a vendere le loro opere. Questa è la considerazione successiva all’asta svoltasi qualche settimana fa nella Casa d’Aste Babuino di Roma, nel corso della quale è stata aggiudicata, con la più alta quotazione mai raggiunta prima in Italia, un’opera dell’artista genovese Giovan Battista Gaulli detto Baciccio, nato a Genova nel 1639 e morto a Roma nel 1709, allievo prediletto di Gian Lorenzo Bernini. Il dipinto, raffigurante «la Fortezza e la Carità», ha sfiorato i 100 mila euro. Si tratta del terzo dipinto dell’artista genovese posto in vendita all’asta nel giro di pochi mesi alla Casa d’Aste Babuino. Nell’ottobre 2003 è stata venduta per 91 mila euro una splendida coppia di dipinti destinati alla Basilica di San Pietro.

Castelfranco
Galleria Cecchetto: conclusa Elegantia
Ideata nell’aprile 2002 dalla Galleria Cecchetto Antiquariato di Castelfranco Veneto come alternativa al mercato delle aste, «Elegantia», basata su una particolare forma di vendita, ha concluso la V edizione nella quale ha presentato prestigiose raccolte di mobili, dipinti e arredo delle botteghe veneziane del ‘700 e di altre manifatture europee e orientali. Sono state esposte 150 opere ma la particolarità della rassegna è stata la mostra monografica, ormai tradizione della Galleria Cecchetto, dal titolo «Viaggio a Venezia tra la pittura barocca e rococò»: una quindicina di esemplari realizzati da pittori che si ispirano ai toni scuri e alle forme decise della corrente caravaggesca, o alla pittura luminosa di Pietro da Cortona. La formula di vendita offre garanzie sul valore e sulle modalità, i prezzi sono fissi e comprensivi di ogni spesa accessoria, dal trasporto all’eventuale restauro. E non manca un’expertise.

Roma - III FESTIVAL INTERNAZIONALE DI FOTOGRAFIA
Foto dapppertutto di tutti e per tutti
Fino a settembre è in corso a Roma la III edizione di FotoGrafia - Festival internazionale di Roma cui partecipano 200 fotografi con 40 mostre nei luoghi più suggestivi della città: musei, siti archeologici, accademie internazionali e gallerie d’arte. «Dura Bellezza» è il tema del Festival prodotto da Zone Attive con la direzione artistica di Marco Delogu, e che comprende diversi filoni espressivi: fotoreportage, paesaggio e ritratto. I Mercati di Traiano ospitano fino al 6 giugno due anteprime mondiali: un reportage di Don McCullin sulla regione del Corno d’Africa e una produzione su Roma, commissionata dal Festival a Olivo Barbieri; nella stessa sede presentata anche la mostra «Dietro l’immagine. Ritratti di povertà rurale» prodotta dal Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo. Si potranno inoltre ammirare in altre sedi i viaggi in Oriente di 10 registi e artisti italiani del ’900, paesaggi del Mississippi e della Louisiana, orfanotrofi e carceri russe; scatti di ragazzi di Malawi ignari di fotografia; vita in un monastero siriano ecc.

I grandi fotografi di fine Ottocento e dei primi anni del Novecento
Robert Macpherson, Giorgio Sommer, James Robertson, Celestino Degoix sono alcuni tra i più grandi maestri della seconda metà dell’Ottocento e primi anni del Novecento, le cui fotografie sono esposte, fino al 6 giugno prossimo, nel Museo di Roma in Palazzo Braschi in una mostra, «Mediterraneo. Fotografie di viaggio dal 1850 al 1910», nell’ambito del Festival internazionale FotoGrafia, che affronta l’affascinante tema del viaggio. Dal 1850 in poi la fotografia aggiunse alla magia della scoperta di luoghi stranieri, la possibilità di riprodurne un ricordo fedele, meno idealizzato di quello rappresentato in gouaches, incisioni e disegni delle epoche precedenti. Tuttavia in quelle immagini non manca il gusto estetico del viaggiatore ottocentesco e la ricerca del pittoresco che i fotografi dell’epoca, educati alla pittura, conoscevano. Dal sud della Francia, attraverso Italia, Spagna, Grecia, Turchia e Africa settentrionale, la mostra fa rivivere le atmosfere dei Paesi affacciati sul Mediterraneo presentando paesaggi e architetture oggi diversi o cambiati. Si viaggia, nella splendida cornice di Palazzo Braschi, attraverso le vedute di Venezia, le rovine di Pompei, i paesaggi del Bosforo, l’Alhambra di Granata o la Tunisia ripresa da Ludovico Tuminiello durante la spedizione organizzata dal marchese Orazio Antinori. Tutte le foto sono stampe originali all’albumina, carte salate e gelatine al bromuro d’argento; provengono dalla Fondazione italiana per la fotografia di Torino e dall’Archivio fotografico comunale di Roma

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