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NISSAN. RISULTATI ESALTANTI. OBIETTIVI SUPERIORI
CON 28 NUOVI MODELLI

di Francesco Pippi

l Piano Nissan 180 è stato raggiunto e superato ampiamente. La Nissan si conferma tra le Case automobilistiche più redditizie al mondo. Abbiamo superato, dopo 13 anni, la soglia di 3 milioni di vendite globali». Così, con uno stile che potrebbe definirsi cartesiano visti i suoi natali, Henri Brisse, già vicepresidente per le Vendite della Nissan Europa e da quattro mesi amministratore delegato della Nissan Italia, ha recentemente riassunto i risultati del Piano della Casa automobilistica nipponica per il triennio 2002-2005, piano il cui nome, anzi il cui numero deriva dall’unione di tre cifre: 1, come un milione di auto in più all’anno vendute nel mondo; 8, come la percentuale di margine operativo netto rispetto al quasi 5 di partenza; e 0, come l’indebitamento che alla fine sarebbe risultato nel bilancio Nissan, un bel risultato rispetto ai 35 mila miliardi di vecchie lire di debiti di partenza e a 7 anni di bilanci in rosso.
Con un anno di anticipo dunque, sulla scorta dei risultati dell’esercizio 2003-2004 che in Giappone si è chiuso a fine marzo, il Piano Nissan 180 è stato catalogato sotto la rubrica «storia». E adesso? «Gli esiti positivi del lavoro appena concluso–risponde Brisse–ci incoraggiano a compiere un ulteriore passo avanti e stiamo per avviare un nuovo Piano strategico, denominato Nissan Value Up per il triennio 2005-2007». Quali gli obiettivi del nuovo piano e quale, soprattutto, il ruolo dell’Italia in esso?
Come vicepresidente Vendite Nissan Europa negli ultimi tre anni, Brisse ha sempre tenuto sotto particolare osservazione il mercato italiano, considerato «uno dei più importanti e promettenti» del Vecchio Continente. Pochi numeri confermano questo giudizio: nel primo semestre 2004 sono stati venduti in Italia 44.100 veicoli, il 18 per cento in più del periodo gennaio-giugno 2003. «La base portante di questo risultato–spiega l’amministratore delegato della Nissan Italia–, risiede nelle prestazioni di prodotti vincenti come la Micra, l’X-Trail, i veicoli 4x4 e la nuova ed estesa gamma di veicoli commerciali. Per l’anno in corso miriamo a superare le 81 mila unità complessive e raggiungere una quota di mercato del 3,4 per cento, ossia il 12,6 per cento in più della quota del 2003».
Nel dettaglio: quest’anno si venderanno in Italia circa 50 mila Micra e negli ultimi mesi il volume di vendite mensili ha superato quello della Gran Bretagna; riguardo all’X-Trail, fuoristrada della Casa - robusta iniezione di cavalli nel motore 2,2 turbodiesel unita a un’indovinata politica di promozione e di vendita -, fa prevedere un aumento dai 5.600 esemplari del 2003 a circa 8.500 alla fine di quest’anno, in un mercato in cui non mancano certo concorrenti storicamente consolidati. Poi c’è il valore, numericamente non rilevante ma di grande valore in termini di prestigio, rappresentato dalla «super sportiva» 350Z: 280 cavalli di potenza, più di 35 mila euro di prezzo e 500 unità vendute come obiettivo 2004. E, più significativo in termini quantitativi, il ruolo dei veicoli commerciali per i quali la Nissan Italia vanta competenza, modelli d’avanguardia e un’esperta rete commerciale.
Se questo è il presente, con il Value Up la Nissan guarda al futuro ponendosi ancor più ambiziosi obiettivi: «Vendere 4,2 milioni di unità in tutto il mondo entro la fine dell’esercizio 2007; conservare un margine operativo ai massimi livelli tra i costruttori automobilistici mondiali; mantenere un ritorno sul capitale investito pari ad almeno il 20 per cento», scandisce Brisse. Come raggiungerli? Verificata nel triennio precedente la validità del detto del presidente e amministratore delegato Carlos Ghosn, per il quale «non c’è problema, per una Casa automobilistica, che i buoni prodotti non possano risolvere», la Nissan effettuerà nel prossimo futuro ulteriori ingenti investimenti che la porteranno a proporre 28 nuovi modelli in tutto il mondo.
A un aggressivo piano di marketing corrisponderà perciò, ancora una volta, una valanga di nuovi veicoli pensati e «tarati» sulle esigenze delle diverse grandi aree geografiche in cui si divide il mercato automobilistico: Stati Uniti, Giappone, Europa e, in prospettiva, Cina. In queste settimane, come davanti a un gigantesco «Risiko», gli strateghi della casa automobilistica giapponese - ma sarebbe più esatto dire del Gruppo Renault-Nissan, sorto nel 1999 e del quale lo stesso Ghosn diventerà numero uno nell’aprile prossimo -, stanno piazzando le proprie «armi» sui vari Paesi. E all’Italia, come già detto, ne verranno assegnate un buon numero in quanto, sottolinea Brisse, in questo Paese «la Nissan sta attualmente ottenendo i migliori risultati, e peraltro esistono margini di ulteriore crescita; la preparazione del Piano Value-Up per l’Italia è ormai nella fase finale. Il primo passo sarà di condividerlo con il team Nissan Italia e con la rete di vendita, perché è fondamentale per me che si sappia dove vogliamo andare e ancora più importante come. Sarà come una ‘road map’ la cui destinazione ci porterà, nei prossimi tre anni a raggiungere le 100 mila unità».
Fissato l’obiettivo, i prossimi mesi, meglio i prossimi anni sveleranno gradualmente le vetture messe in campo per raggiungerlo e illustrate alla forze vendita dei vari Paesi europei in una recente riunione plenaria svoltasi a Parigi. La prima in ordine di tempo, a fine 2004, sarà un altro Suv - Sport utility vehicle -, nuova frontiera dell’auto di massa o almeno della massa in possesso di una consistente capacità di spesa, visto che questi veicoli, partiti dai vecchi e scomodi fuoristrada per diventare moderne e confortevoli auto di lusso, costano da 30 a 100 mila euro: è la «Murano», definita negli Stati Uniti, dove se ne sono venduti 80 mila esemplari in un anno e mezzo, il «Suv dell’anno 2003».
Consapevole e non modesto richiamo all’abilità degli artigiani del vetro veneziani, la Murano spicca immediatamente per la proprie forme eleganti e arrotondate, ma il meglio di sé lo dà quando si sale alla guida: tenuta di strada, accelerazione, maneggevolezza e comfort sono quelli di una grande berlina di lusso, cui si aggiungono caratteristiche di sicurezza attiva e passiva di alto livello e l’adozione delle tecnologie più moderne, a cominciare dal motore, lo stesso che equipaggia la 350Z. Viste le premesse, non sorprende che la Nissan voglia con questo modello scalare rapidamente le classifiche di un mercato che in Italia è ancora di nicchia ma i cui numeri si fanno sempre più interessanti.
Infatti, anche a non voler considerare gli Stati Uniti, dove le Suv rappresentano ormai la metà delle nuove immatricolazioni, pure in Europa questo settore risulta in costante crescita: 618 mila veicoli nel 2003 rispetto ai 578 mila del 2002 e, soprattutto, i 750 mila previsti dal Global Insight Automotive nel 2006 e il quasi milione del 2008. Pochi mesi dopo toccherà alla Micra C+C, vale a dire coupé più cabriolet, per la quale la Nissan sta investendo 140 milioni di euro nelle attività di design, sviluppo e produzione, che prenderà il via nell’autunno 2005, con una previsione iniziale di 20 mila unità l’anno.
La Micra C+C, primo coupé-cabriolet Nissan costruito in Europa, aggiungerà alle principali caratteristiche del modello - design innovativo, piacere di guida e praticità -, il gusto di viaggiare all’aria aperta e insieme un tetto pieghevole studiato per qualsiasi condizione atmosferica. La vettura, versione ridisegnata della concept Micra C+C presentata al Salone di Parigi nel 2002, avrà come questa il tetto rigido retrattile e una configurazione da 2+2 posti. E, come la Micra da cui deriva, sarà dotata di quella «tecnologia amica» che caratterizza la nuova «piccola» Nissan: ad esempio l’«Intelligent Key», che permette l’apertura e chiusura della vettura senza utilizzare la chiave, o la cosiddetta «illuminazione amica», che consente di mantenere accesi i fari dopo lo spegnimento della vettura per illuminare il percorso che separa guidatore e passeggeri dalla porta di casa.
Nel 2005 sarà anche la volta della 350Z Roadster, una spider con una linea piuttosto europea, e quindi in grado di far breccia pure sul mercato italiano, una «due posti secchi» in un abitacolo gradevole e ben rifinito, con una consolle centrale nella quale sono integrati voltmetro, manometro dell’olio, computer di bordo, autoradio e i comandi per la climatizzazione, il solito motore V6 da 3,5 litri e 280 cavalli a 6.200 giri, la trazione posteriore, un’equilibrata distribuzione dei pesi (anteriore 53 per cento, posteriore 47) e un cambio sportivo a 6 marce con leveraggi cortissimi e rapporti ravvicinati; è comunque previsto anche un cambio automatico a 4 rapporti.
«Prodotti come questi–conclude Brisse–avranno il compito di innalzare ulteriormente il valore e l’identità del marchio Nissan in Italia. Pertanto il 2004 è per noi un anno di consolidamento, di affinamento delle strategie di vendita e marketing, nel quale sfruttare il grande potenziale derivante dai prodotti attuali e prepararci alle sfide future nel rispetto della redditività nostra e delle nostre concessionarie. I tre anni successivi saranno intensi ma galvanizzanti: sono convinto che, grazie allo spirito positivo e alla forte motivazione che distingue il team della Nissan Italia, i traguardi del 2005-2007 potranno essere raggiunti».
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