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È la prima volta però che una duplice spedizione guidata da Agostino Da Polenza, alla sua quarta avventura sulla «montagna degli italiani», sale contemporaneamente (in realtà per lo Spigolo Nord sarà in vigore l’ora di Pechino, quindi 10 ore in più rispetto all’Italia, per lo Sperone Abruzzi l’ora sarà quella del Pakistan, 4 ore in più rispetto a noi) da due versanti, Cina e Pakistan, gli Stati cui appartengono rispettivamente lo Spigolo Nord e lo Sperone Abruzzi. Ma non solo. La partecipazione di due donne, Nives Meroi e Nadia Tiraboschi, aggiunge una nota di valore alla nuova spedizione; tra gli alpinisti selezionati nel 1954 da Ardito Desio non vi erano donne e nella storia del K2 sono state solo cinque, e tutte straniere, le alpiniste che hanno raggiunto la vetta. Le squadre di alpinisti e scienziati italiani protagonisti di questa nuova impresa ribadiscono, con il loro operato, il connubio tra alpinismo e ricerca scientifica, una delle più grandi eredità dell’insegnamento di Desio. Geodesia, Fisiologia e Medicina, Glaciologia e Scienze ambientali costituiscono le aree tematiche studiate nei mesi scorsi dai ricercatori i quali, in collaborazione con i 33 alpinisti, svilupperanno 9 progetti di ricerca relativi a 5 discipline diverse, per quattro mesi consecutivi. La duplice salita al K2 è stata preceduta nei mesi di aprile e maggio da un’altra, pure legata al progetto commemorativo, sul monte Everest, alto 8.846 metri, dal versante tibetano. La spedizione al tetto del mondo ha avuto un’impronta prevalentemente scientifica e gli straordinari alpinisti arrivati in vetta il 24 maggio scorso, dopo aver lavorato per oltre due ore senza l’ausilio dell’ossigeno, hanno installato con successo il Georadar Gps per la misurazione esatta, al centimetro, della quota dell’Everest. Un’operazione ripetuta questo mese per rimisurare anche la quota del K2. Allestire una spedizione estremamente rispettosa dell’ambiente è fra gli importanti obiettivi di K2 2004. Grazie al lavoro del Dipartimento di Scienze merceologiche dell’Università di Torino, con l’assistenza dell’Inrm e dell’ing. Luigi Gallo, delegato dal Collegio nazionale delle guide alpine ed esperto di spedizioni extraeuropee, è stata realizzata una ricerca intitolata «Sistema di gestione ambientale per la spedizione K2 2004, 50 anni dopo», volta a considerare tutti gli aspetti ambientali rilevanti cui può dar luogo una spedizione e tenerli sotto controllo. «La ricerca si propone di mettere a punto uno strumento praticabile in condizioni particolari, coerente con lo standard Iso 14001, che fornisca le informazioni necessarie per controllare il grado di pressione ambientale tra coloro che, a diverso titolo, sono interessati dalla spedizione–spiega il prof. Riccardo Beltramo, del suddetto Dipartimento–. Tutto questo dalle imprese fornitrici agli alpinisti, ai ricercatori, al mondo della comunicazione che può svolgere un ruolo primario nel diffondere in maniera incisiva le buone regole ambientali che dalla spedizione possono maturare». Una spedizione ecocompatibile come,«K2 2004» si progetta, si pianifica, si programma e poi si compie. Lo conferma il documento di validazione dell’istituto di certificazione della qualità «Certiquality», nel quale si sottolinea che il programma «si presenta adeguato e mirato alla minimizzazione delle criticità ambientali», e si sanziona «l’adeguatezza delle modalità messe a punto per individuare, valutare e gestire gli aspetti ambientali connessi al progetto». L’ascensione al K2 si colloca in una serie di iniziative che ne testimoniano la sensibilità verso i grandi problemi della pace, della conoscenza tra i popoli e della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. L’intento è quello di offrire alle genti imalaiane, dimostratesi ampiamente generose sin dalle prime ascensioni, soprattutto nei riguardi di spedizioni italiane, un’opportunità di vita migliore. Ad Askole, l’ultimo villaggio abitato nella valle del Baltoro sulla via verso la vetta, il 31 luglio 2004, in coincidenza con l’avvio delle celebrazioni per il cinquantenario della conquista del K2, viene inaugurato un presidio medico. Realizzato dal gruppo Ragni di Lecco in ricordo di Lorenzo Mazzoleni, alpinista di questo gruppo che il 29 luglio 1996 precipitò lungo il versante ovest della montagna, il progetto si avvale della partecipazione della Fondazione Bosis, organismo istituzionale no profit che svolge attività di cura, assistenza e riabilitazione in favore di pazienti psichiatrici, e dell’Associazione Antea che si occuperà della formazione di personale specializzato da inserire nel nuovo ospedale. Fiore all’occhiello dell’intera iniziativa è l’avvio di un’opera di sensibilizzazione e di dialogo in favore del «Parco della pace del Siachen». Avviata sotto l’egida del gruppo «Amici della montagna» del Parlamento italiano e da un’iniziativa delle Nazioni Unite, l’istituzione del Parco intende accelerare la pacificazione tra l’India e il Pakistan nella regione del Karakorum. Ultima fra le iniziative, ma non in termini di prestigio, è l’esposizione che da fine luglio sarà aperta al pubblico. Voluto dal giornalista-scrittore Rolly Marchi al fine di preservare la memoria storica delle spedizioni italiane, nasce il Museo «K2 2004-Italia», da inaugurare il 31 luglio alla presenza dei rappresentanti delle più alte istituzioni italiane e pakistane nella capitale della regione più a nord del Pakistan, Skardu. Numerosi sponsor e fornitori hanno deciso di sostenere la nuova sfida italiana. In prima fila figura l’Agusta: come la mitica spedizione del 1954, anche l’Azienda di Cascina Costa, leader mondiale nel mercato elicotteristico, festeggia i cinquant’anni del primo AB47. Alle sue spalle sono un nutrito numero di imprese che hanno deciso di condividere il progetto «K2 2004, 50 anni dopo»: Monini, Alitalia, Gioco del Lotto, Consorzio del Prosciutto di Parma, Museum; alcune sono fornitrici di quelle nuove tecnologie che distinguono, soprattutto nel settore della comunicazione, la spedizione di oggi da quella di Desio. L’allestimento di tecnologie all’avanguardia rende infatti possibile seguire in diretta le evoluzioni e le curiosità degli alpinisti di «K2 2004, 50 anni dopo». Il sistema di comunicazione allestito ha accorciato i giorni in ore e le ore in minuti anche grazie agli strumenti ad alta tecnologia satellitare predisposti sia nel campo base che nei campi alti. Al campo base della spedizione sono state predisposte due tende per la comunicazione: la prima, adibita a regia tv, radio e sala montaggio, gestisce le immagini realizzate nel campo base e quelle che arrivano in diretta dalle web cam poste nei campi alti; quelle cioè che gli alpinisti realizzano con telecamere e macchine fotografiche digitali durante tutta la salita e quelle delle telecamere poste sul casco degli alpinisti. Quest’ultima novità consente di seguire in diretta l’arrivo in vetta e le fasi di preparazione delle ricerche di misurazione. Nella seconda tenda è installato uno studio televisivo per le dirette e le interviste agli alpinisti e ai ricercatori. Un ruolo fondamentale infine lo svolge il portale internet: aggiornato quotidianamente da una redazione specializzata con notizie e approfondimenti sul mondo della montagna, consente di ricevere quotidianamente le notizie e settimanalmente le immagini dei videoclip sugli sviluppi della squadra impegnata lungo i due versanti del K2, regalando virtualmente agli utenti del sito l’esperienza diretta degli ottomila metri. La grande struttura nel campo base dello Sperone Abruzzi - una tenda a forma di piramide che servirà anche da mensa per tutti gli alpinisti - prende il nome di Casa Italia. È il simbolo di un’Italia che «ama cimentarsi in sfide senza conflitti, dimostrando coraggio, curiosità scientifica e rispetto per la natura». |
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