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Si è impegnato a partecipare, tra l’altro, alla cosiddetta operazione Erzell, consistente nella realizzazione, nella zona a ponente della città, di un polo di industrie di alta tecnologia: molti piccoli imprenditori e dirigenti hanno investito i loro risparmi nel progetto. Ma il problema non sono i capitali, che anzi a suo dire abbondano; il problema è rendere concreto il progetto, raggiungere l’obiettivo per dare prestigio, lavoro, competitività. Consigliere dell’Istituto superiore di studi in Tecnologie dell’informazione e della comunicazione dell’Università di Genova, Castanini ha accettato l’invito a dirigere la Datasiel quando questa sembrava destinata solo a vivacchiare; eppure, insieme alla struttura dei sistemi informatici della Regione Liguria, rappresentava un gruppo unico in Italia. Una volta nell’azienda, racconta Castanini, «è stata tutta una sorpresa: non solo sono stato posto nelle condizioni di operare nel modo migliore, ma ho anche trovato professionalità di alto profilo che ritenevo potessero esistere soltanto nel settore privato. I centri di spesa erano disarticolati ed esistevano pertanto problemi di efficienza, ma mettere a punto i meccanismi non è stato difficile. Ora però abbiamo una buona liquidità e cercherò il miglior modo di impiegare queste risorse finanziarie». La Datasiel sembra destinata, nei progetti di Castanini, a diventare il motore del settore informatico in Liguria, proponendosi come partner di medie e piccole imprese molto attive ma di difficile inserimento nel mercato a causa delle loro limitate dimensioni. Una caratteristica del mercato italiano e soprattutto ligure: qui il 95% delle imprese è di medie, piccole e piccolissime dimensioni. La Datasiel ha registrato nel 2003 risultati record. È stato l’anno migliore dei 15 di vita dell’azienda informatica: il valore della produzione totale nel 2003 è salito infatti a circa 37,2 milioni di euro, con la produzione netta che in due anni è aumentata del 44 per cento; nel solo 2003 è cresciuta del 32 per cento rispetto all’anno precedente. Il margine operativo lordo è triplicato raggiungendo la cifra di 6.937.000 euro, importo quattro volte superiore a quello medio degli ultimi dieci anni. L’indebitamento con le banche, che nel gennaio 2002 ammontava a 11 milioni di euro su un fatturato di 26 milioni, è stato azzerato. Il bilancio è ancor più lusinghiero se paragonato alla situazione generale del mercato dell’informatica che nel 2003 ha perso, secondo i dati elaborati dall’Assinform, il 3,2 per cento rispetto all’anno precedente. A questi risultati la società è arrivata da una parte riducendo del 30 per cento le spese generali, e dall’altra aumentando del 24 per cento le commesse, fra le quali figurano quelle dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, del Cup 2000, della Regione Campania, della Asl di Viterbo, della Telecom Italia, della Esaote e del Casinò di Sanremo. L’azione di risanamento, che ha permesso di abbattere le tariffe, ha portato al taglio del 25 per cento dei costi di struttura, nonostante il fatto che negli ultimi due anni il personale sia cresciuto di 19 unità, siano stati assorbite, destinandole ad altre aree produttive, oltre 20 unità impegnate fino allo scorso anno nel settore Lottomatica, e sia stata risolta positivamente la situazione di 44 precari pluriennali, assunti a tempo indeterminato. Oggi i dipendenti sono 264, tutti altamente specializzati. Per il 2004 le prospettive sono positive: il portafoglio ordini ammonta ad un importo di oltre 40 milioni di euro. Nel 2003 è stato anche affrontato il problema dell’assetto azionario della società. La Finsiel, che deteneva il 49 per cento delle azioni dell’azienda, aveva comunicato l’intenzione di dismettere la partecipazione; manager e dipendenti della Datasiel erano pronti ad acquistare almeno una parte della quota, ma la Regione Liguria, che possedeva il restante 51 per cento, ha deciso di acquisire l’intero pacchetto azionario tramite la finanziaria regionale Filse; ed è probabile, in futuro, l’ingresso nell’azionariato di altri soggetti istituzionali. Per l’azienda informatica ligure il 2004 dovrebbe segnare un nuovo corso. Forte dei positivi risultati conseguiti nel 2003, la Datasiel ora potrebbe puntare sul consolidamento della propria leadership a livello regionale e, anche tramite azioni di paternariato, a muoversi con disinvoltura anche su un mercato più vasto dove, del resto, è già presente. Da due anni alla guida dell’azienda, Castanini, guarda pertanto con maggiore tranquillità al domani sia perché l’azienda ha ridotto i costi, ha ottenuto nuove commesse, ha assunto personale, ma soprattutto perchè - come dimostra la «chiamata» della Confindustria ligure - il ruolo dell’azienda è oggi definito e riconosciuto. Una tranquillità fondata, oltre che sulle cifre, anche su un’analisi del mercato e delle sue potenzialità: nelle prossime settimane dovrebbe essere presentato il nuovo piano industriale, e lo scopo dell’azienda, pare ormai accertato, consisterà nel consolidamento della propria funzione di strumento di politica industriale della regione, soprattutto per quanto riguarda la pubblica amministrazione locale. «Saremo il perno del mondo informatico ligure, l’elemento di coesione e di crescita tecnologica per le imprese–spiega Castanini–. Nel 2003 il contributo dato dalla Datasiel all’indotto ligure ha superato i 10 milioni di euro, con un aumento del 38 per cento. Si trattava soprattutto di subcommesse, ma ora la Datasiel dovrebbe assumere un ruolo-pilota nel mercato informatico. Con l’anno 2003 si è chiusa una fase; ora si riparte con un nuovo piano industriale». Castanini è fiducioso, prevede, anche sulla base della consistenza degli ordini, un’ulteriore crescita della produzione nei prossimi esercizi. Arrivando alla guida della Datasiel, tra gli altri obiettivi si era posto quello di farla diventare sana e protagonista: entrambi obiettivi raggiunti con il silenzioso lavoro degli ultimi due anni. Risultati che, Castanini racconta con soddisfazione e, paradossalmente, anche con un po’ di sorpresa: «Data la mia provenienza dal settore privato, all’inizio ero un po’ incerto sulle potenzialità di un’azienda mista come la Datasiel, ma mi sbagliavo: ho trovato una squadra eccezionale con cui ho lavorato benissimo, e il cui talento e la cui professionalità ci hanno permesso di ottenere questi risultati». Una delle realizzazioni d’avanguardia della Datasiel è la nuova sala-radio della Protezione civile della provincia di Genova, il cui territorio è rappresentato in un maxi-schermo; gli operatori hanno a disposizione mappe cartografiche, foto aeree con il dettaglio delle costruzioni, dati su precedenti calamità, elenchi di zone a rischio, edifici da sgomberare con gli elenchi degli occupanti e i loro rispettivi numeri telefonici. 67 telecamere - una per ogni Comune -, 20 postazioni fisse, una decina di esse nelle mani di forze dell’ordine e dei vigili del fuoco consentono di tenere sotto controllo la situazione. La sala operativa della Prefettura è stata recentemente inaugurata dal ministro Pietro Lunardi e dal direttore nazionale della Protezione civile Guido Bertolaso; nell’occasione sono state eseguite simulazioni di un’esondazione, di un’alluvione e di un incendio; grazie ai mezzi tecnici e ai programmi informatici della Datasiel l’esperimento è pienamente riuscito. |
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