EDILIZIA.
LEGGITTIMO IL FASCICOLO
DEL FABBRICATO.
ANZI NECESSARIO
di Domenico Ricciardi,
del Consiglio Nazionale
dell'Ordine Ingegneri
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on
la sentenza n. 315 del 2003 la Corte costituzionale ha ritenuto illegittime
talune disposizioni della legge con cui la Regione Campania ha istituito
il ´fascicolo del fabbricatoª, ma sarebbe errato dedurne líimpossibilitý
di imporre, ai proprietari di immobili, la verifica delle condizioni strutturali
con particolare riguardo alla sicurezza statica e impiantistica. La sentenza
afferma infatti che ´nessun dubbio puÚ sussistere riguardo alla doverositý
della tutela della pubblica e privata incolumitý e al conseguente obbligo
di collaborazione che puÚ essere imposto ai proprietariª. Eppure líItalia
Ë líunico Paese occidentale che non fa nulla per la sicurezza degli edifici,
la prevenzione Ë considerata un costo e non un investimento sociale, economico
e molte volte umano. Secondo i dati Istat, 250 mila bambini líanno si infortunano
in casa perchÈ non si rispettano le leggi antinfortunistiche, relative non
solo ai calcoli del cemento armato che attengono alla statica della struttura,
ma alla sicurezza degli impianti, al risparmio energetico, alle barriere
architettoniche ecc. Líosservanza di tali norme Ë lasciata alla buona volontý
dei proprietari, che spesso trova un ostacolo nel costo degli interventi,
per cui la qualitý della vita Ë legata fortemente a questo fattore. Il risultato
Ë che esiste una situazione abnorme: in presenza di una serie di leggi sulla
sicurezza, soprattutto degli impianti, non cíË nessun organo di controllo.
Non cíË, in particolare, un luogo in cui sia depositata tutta la documentazione
comprovante la rispondenza degli edifici alle norme sulla sicurezza. Quella
relativa ai calcoli del cemento armato viene depositata negli Uffici del
Genio Civile, ma la situazione Ë talmente disordinata e caotica che sfido
chiunque ad ottenere un documento regolarmente consegnato nel 1970; sono
superati i criteri di archiviazione e di ricerca: occorre fornire líindirizzo
dellíimmobile oggetto della ricerca, il nome del progettista, o il numero
di protocollo, la data ecc. Talvolta il richiedente viene invitato a rivolgersi
al Comune dove dovrebbe esistere una copia, ma la situazione negli Uffici
comunali non Ë meno precaria e caotica. Manca una cultura anche della raccolta
dei dati. Con líinformatica oggi líarchiviazione, la conservazione, la ricerca
dei documenti sarebbe facile: ma tuttora non esiste la possibilitý di rispettare
gli obblighi di legge perchÈ non Ë previsto nÈ dove devono depositarsi i
dati nÈ chi deve controllare. Nel momento in cui rilasciano una concessione
edilizia, i Comuni non chiedono il deposito degli allegati sulla conformitý
degli impianti elettrici alle norme; Ë la prova della diffusa arretratezza
culturale che non porta líItalia tra i Paesi pi˜ civili. Líesempio pi˜ clamoroso
di questa incultura Ë fornito dagli edifici scolastici, che dovrebbero essere
al massimo livello della sicurezza perchÈ vi trascorrono buona parte della
giornata e dellíanno i nostri figli. La scuola Ë uníistituzione che insegna,
e per prima cosa dovrebbe insegnare il rispetto delle norme cui essa stessa
Ë soggetta. Invece esistono uníinfinitý di edifici scolastici fuori legge.
Lo dicono i dati dellíIstat, gli uffici delle Province, delle Regioni, dei
Comuni, e lo dimostrano gli incidenti che spesso vi accadono. La prima cosa
da fare Ë uno studio per capire come lo Stato deve sollecitare e agevolare
líaccertamento dello stato degli edifici. Per attuare la prevenzione occorre
disporre di dati tecnici. La norma che consente di detrarre dallíimponibile
fiscale il 41 per cento dei costi affrontati per le ristrutturazioni edilizie
non distingue il tipo di lavori eseguiti, per cui ne beneficia anche chi
compie spese voluttuarie, mentre dovrebbe favorire soprattutto le opere
pi˜ importanti ai fini della sicurezza. Ma non cíË da meravigliarsi se il
controllo deve essere affidato a un tecnico qualificato, ad un professionista
iscritto ad un Albo, perchÈ questo garantisce la correttezza e la qualitý
della prestazione, che non deve ridursi a una nuova pratica cartacea ma
garantire líesistenza e la permanenza delle condizioni di sicurezza. Questo
sistema consente anche di conoscere i ´controlloriª e di intervenire adeguatamente.
Finora, invece, si continuano ad emanare leggi ma nessuno ne verifica líosservanza.
Per il sistema di controllo Ë stata proposta líistituzione di un meccanismo
analogo a quello in vigore per gli autoveicoli, sottoposti periodicamente
a una revisione da effettuare a cura dei proprietari presso autofficine
autorizzate. Sarebbe un sistema, ma potrebbero trovarsene altri. Líessenziale
Ë affrontare seriamente il problema della sicurezza degli edifici senza
aspettare tragedie come quella di Via di Vigna Iacobini a Roma, quando si
avverte il pericolo leggendo le tristi cronache dei giornali. Ma si tratta
di casi rari perchÈ non sempre avvengono stragi, non sempre il numero delle
vittime Ë cosÏ alto; moltissime volte gli incidenti e le vittime non finiscono
sulla stampa perchÈ si tratta di uno stillicidio continuo. Il numero degli
interventi dei Vigili del fuoco per motivi di sicurezza si aggira sul milione
ogni anno; si tratta di piccoli interventi per spegnere líincendio causato
dallíimpianto elettrico scadente o dallo scoppio della caldaia del riscaldamento
ecc.; se perde la vita o resta ferita una sola persona, nessuno lo sa; il
sinistro diventa notizia solo se provoca decine di vittime. Il 70 per cento
circa degli edifici sono stati costruiti oltre 80 anni fa; mentre in Europa
si demolisce e si ricostruisce facilmente, in Italia solo recentemente,
con la legge Lunardi, si Ë resa possibile la demolizione seguita dalla ricostruzione.
Occorre diffondere la cultura della sicurezza; preparare gli addetti, dalle
maestranze agli ingegneri, anche questi perchÈ molte Universitý hanno insegnato
la progettazione ma non la manutenzione; spesso un edificio nuovo viene
concepito come fosse eterno, basta farlo e non pensarci pi˜; Ë un concetto
sbagliato, perchÈ líedificio viene usato come e pi˜ di uníautomobile, per
cui va periodicamente controllato. Il fascicolo del fabbricato accerta la
situazione e gli interventi via via effettuati. Chi Ë contrario ad esso
spesso ha uníidea personale di questo meccanismo; in realtý esso dovrebbe
consistere nellíinvio ad un centro elettronico di una serie di dati informatici.
I Comuni dovranno giý essere in possesso di notizie sugli edifici situati
nel loro territorio; questa banca dati si arricchirebbe via via con il collegamento
a quelle dei Vigili del Fuoco, dei Tribunali, dellíAsl, del Genio Civile.
Líarchivio potrebbe essere utile anche nella realizzazione di opere pubbliche,
per tener conto dello stato degli immobili interessati. Stiamo parlando
di un primo monitoraggio, di una prima ´visita medicaª. Quando si manifestano
casi di malattie infettive si compiono analisi generalizzate della popolazione;
per gli edifici va fatta la stessa cosa; accertato che il patrimonio edilizio
Ë molto vecchio, occorre un esame generalizzato per attuare un sistema di
controllo. Ma occorrono dati aggiornati e tecnici specializzati che indichino
líesatta situazione. Il costo dellíoperazione non Ë elevato per ogni singola
unitý immobiliare. Alla detrazione del 41 per cento della spesa dallíimponibile
fiscale possono aggiungersi altre agevolazioni. Il Comune di Roma ha deliberato
una riduzione dellíIci per chi adotta il fascicolo del fabbricato; il costo
si riduce a poco se non soltanto lo Stato ma anche le Regioni e i Comuni
adottano misure in favore delle famiglie che si trovino in particolari situazioni.
Occorrono quindi incentivi maggiori e differenziati. Ritengo che questo
sia necessario anche perchÈ la Corte Costituzionale ha affermato che Ë un
impegno e anzi un dovere dellíEnte pubblico affrontare il problema della
sicurezza degli edifici. Quindi non siamo dinanzi ad interventi facoltativi
di singole Amministrazioni, ma ad adempimenti obbligatori per legge, sia
pure accompagnati da agevolazioni fiscali, contributi o altro. CíË qualche
precedente in questa direzione, occorre proseguire per instaurare un sistema
di controllo che eviti nuove ´Vigne Iacobiniª. La soluzione del problema
Ë sempre pi˜ urgente, e va perseguita senza alcuna demagogia. Sullíistituzione
del fascicolo del fabbricato Comuni e Regioni non possono decidere ognuno
per proprio conto, perchÈ líesigenza di sicurezza Ë uguale per tutti i cittadini
in tutto il territorio nazionale; trattandosi di materia concorrente di
competenza dello Stato e delle Regioni ai sensi dellíarticolo 117 del Titolo
V della Costituzione, vanno seguite le indicazioni della Corte costituzionale
secondo la quale allo Stato spetta stabilire i principi generali, alle Regioni
regolamentare la materia, come ha fatto la Regione Lazio, una delle poche
che non hanno avuto rilievi di incostituzionalitý. Mancando una norma generale
dello Stato contenente indirizzi generali, alcune Regioni come la Campania
hanno emanato una normativa talmente dettagliata e specialistica che giustamente
sia i proprietari sia le stesse categorie professionali coinvolte nella
sua applicazione - ingegneri e tecnici in genere -, hanno reagito perchÈ
comportante un aggravio finanziario esagerato, da affrontare per di pi˜
in tempi ristretti. Líincostituzionalitý attiene non al principio generale
dellíintroduzione del fascicolo, ma alle modalitý di attuazione dei controlli
stabilite da qualche Regione. Quando perÚ una legge dello Stato stabilisce
i principi generali, le Regioni possono imporre líobbligo del fascicolo
anche se, a mio parere, la tutela della sicurezza non Ë una facoltý ma un
obbligo, tanto pi˜ se la prevenzione si risolve in un investimento. Ora
il Governo ha davanti a sÈ due strade. La prima, Ë verificare se i principi
generali sulla sicurezza siano giý contenuti nelle leggi esistenti; a mio
parere esistono una quarantina di provvedimenti riguardanti in qualche modo
anche la sicurezza degli edifici; in caso positivo, non cíË nemmeno bisogno
di una nuova legge, basta raccogliere le varie disposizioni in una specie
di testo unico. La seconda strada Ë presentare al Parlamento una nuova legge
che precisi e perfezioni le norme esistenti. La via pi˜ semplice Ë ovviamente
la prima; fatta la raccolta delle leggi, si tratterý poi di farle effettivamente
applicare prevedendo adeguate sanzioni per líinadempimento. Líimportante
Ë introdurre il fascicolo del fabbricato gradualmente, cominciando dagli
edifici nuovi, da quelli in via di ristrutturazione e da quelli di proprietý
degli enti pubblici. Uníintroduzione generale del fascicolo del fabbricato
senza principi di gradualitý applicativa non Ë neppure immaginabile: non
esiste in Italia un numero di tecnici sufficiente per eseguirla. |