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GLI STUPIDI NON AVREBBERO MAI INVENTATO LA BOMBA ATOMICA
di Delfo Galileo Faroni 

 

 

a stupiditý Ë un difetto dellíintelligenza? Stiamo attenti un momento: inoltrarci nellíesame della stupiditý sarebbe una cosa da matti. Limitiamoci a dire che le fonti della stupiditý sono inesauribili e cerchiamo, tanto per cominciare, di stabilire che la stupiditý Ë una potenza assai pi˜ grande della sapienza, che non Ë uno stato morboso, che il mondo senza la stupiditý sarebbe un mondo sterile ed irrazionale. CíË chi dice che la stupiditý Ë una pecca universale ed Ë alla radice del degrado della societý; che la stupiditý degli uomini Ë la protagonista dellíarretramento e che Ë pi˜ ricca di sconfitte che di vittorie. Non Ë affatto vero. Infatti, negli uomini la stupiditý non Ë di ostacolo alla continuazione della specie come invece avviene nel regno animale, dove gli esemplari menomati non trovano scampo. Ed Ë altrettanto vero che líumanitý non tende, con il passare del tempo, a diventare pi˜ intelligente, ma semmai a diventare pi˜ stupida. Questo non Ë un concetto infondato come si potrebbe pensare, ma Ë una constatazione reale. Pensiamo veramente che le pi˜ grandi opere e scoperte siano state realizzate perchÈ líumanitý ne tragga sollievo? Gli stupidi non avrebbero mai inventato la bomba atomica, oppure i gas asfissianti, o quantíaltro necessario allíannientamento della loro specie. Coloro che hanno grandi idee e realizzano grandi scoperte, se vogliamo saperlo, vengono definiti ´aristocratici dellíintelligenzaª, veri fari del progresso umano. Il guaio Ë che questi cervelli, forniti per cosÏ dire di doti particolari, possono anche avviare líuomo verso uníesistenza ingovernabile e un futuro apocalittico. Comunque líutilitý della stupiditý non puÚ essere posta in dubbio, visto che questíultima costituisce una condizione che líessere umano patisce senza sofferenza, anzi. Siamo díaccordo che in certi casi non Ë facile metabolizzarla, ma non bisogna neppure considerarla un castigo di Dio. Del resto si nasce tutti stupidi, si tratta poi di vedere quanto e come ci si emancipi. Non vi Ë ragione di condannare la stupiditý del genere umano in senso assoluto. Una semplice riflessione ci consente di comprendere che lo stupido, sotto líimpulso di meccanismi psicologici limitativi, mira, al massimo, al sollievo di una vita meno disagiata attraverso la ricerca di una stabilitý nellíimpiego statale o parastatale, al sacrosanto diritto alla promozione, agli assegni pensionistici, a sottoporsi a piccoli sacrifici tanto pi˜ generosi quanto meno conosciuti. Si ha cosÏ una societý arretrata ma priva di tendenze e inclinazioni naturali verso gli eccessi che caratterizzano la nostra epoca. Gli stupidi tendono anche ad evitare traviamenti dellíanimo, capricci insulsi o aberranti, portati pi˜ ad ubbidire che a combattere. Considerano líopportunismo e la disonestý infrazioni della legge di Dio. Ma attenzione: un gregge di stupidi rimane tale finchÈ ci limitiamo a usarne bene. Sono individui nei quali non alberga la benchÈ minima spinta creativa, e questo Ë il motivo principale per cui si lasciano governare. Quando la stupiditý manca di sorveglianza e non ubbidisce pi˜ alle regole del predominio Ë capace di essere crudele e malvagia in ogni modo. Líuomo intelligente e saggio, in questo caso, si trova in una situazione di grave difficoltý per il motivo, Ë deprimente dirlo, che nelle masse acefale affiorano complessi di vendetta, invidia e violenza ribelle. Goethe nel dialogo dellíEgmont dice: ´Credetemi pure, il popolo non invecchia e non mette senno, il popolo rimane sempre infantileª. Se vogliamo continuare a discutere su questo argomento, possiamo affermare, senza scherzi, che la stupiditý distrae da tante cose, e un mondo totalmente esente dalla stupiditý sarebbe sterile, grottesco, avvilente. Comunque occorre fare attenzione, gli stupidi sono tanti: quelli che ci sono e quelli che ci fanno.

 

IL NUOVO VERTICE DI BANCA INTESA. Líassemblea di Banca Intesa sotto la presidenza di Giovanni Bazoli ha determinato in 23 il numero dei componenti il Consiglio di amministrazione e ha nominato consiglieri Giovanni Ancarani, Francesco Arcucci, Giovanni Bazoli, Benito Benedini, Antoine Bernheim, Giampio Bracchi, RenÈ Carron, Jean-FrËdËric De Leusse, Alfonso Desiata, Ariberto Fassati, Giancarlo Forestieri, Paolo Fumagalli, Jorge Manuel Jardim Gonsalves, Jean Laurent, Michel Le Masson, Giangiacomo Nardozzi, Corrado Passera, Eugenio Pavarani, Giovanni Perissinotto, Mariano Riestra, Sandro Salvati, Eric Strutz e Gino Trombi. Sulla base delle informazioni in possesso della societý e delle dichiarazioni degli interessati, si possono considerare indipendenti i consiglieri Ancarani, Arcucci, Benedini, Bracchi, Fumagalli, Nardozzi e Pavarani. Il Consiglio di amministrazione ha nominato Giovanni Bazoli presidente, Giampio Bracchi e RenÈ Carron vicepresidenti e Corrado Passera amministratore delegato e direttore generale. Il Consiglio ha inoltre nominato i membri del Comitato esecutivo che risulta composto, oltre che dal presidente e dallíamministratore delegato, da Giampio Bracchi, Ariberto Fassati, Giancarlo Forestieri e Mariano Riestra. La Commissione di retribuzione Ë composta dal presidente, dai consiglieri Giampio Bracchi e Gino Trombi e dal presidente del Collegio sindacale Gianluca Ponzellini.

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